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sabato 26 maggio 2012

RECENSENDO

Finalmente un po' di tempo per aggiornare il parco recensioni.


Intanto, prosegue il commento ad alcuni testi 'laterali' di Maurizio Ferraris, tra cui:

Quindi, un accenno ad un vocabolario molto utile, laddove si abbia necessità di leggere testi di filosofia che diano per scontata la conoscenza del greco:




Ecco poi un breve pezzo di Jacques Derrida:
-... soprattutto niente giornalisti!






E, tanto per concludere la giornata, un paio di guide utili e ben fatte sulla California:
- California, National Geographic
- California, Mondadori



Questi link (che, puntando ad aNobii, non è detto che funzionino!) in attesa di potere fornire alcune note su alcuni test di Luciano Gallino e su altre opere di Maurizio Ferraris, nonché di Benjamin R. Barber e Jacques Derrida...



Ogni libro... a suo tempo! :-)

sabato 7 maggio 2011

LIMIT

More about LimitDopo "Il Quinto Giorno", mai mi sarei aspettato che un altro romanzo di Schatzing potesse superare l'emozione e lo stimolo alla cognizione quanto il primo che avevo letto.
E, invece, "Limit" è semplicemente stupefacente. Dimostra una padronanza della tecnica narrativa fuori della norma, pari solo alla travolgente forza espressiva di pochi autori di metà Ottocento. La trama è (s)coinvolgente, ricca di suspence, di infiniti nodi che si slacciano e si riallacciano, in una splendente ghirlanda di circostanze collocate poco più in là del 2010 e, quindi, costituenti un punto di lancio tra ciò che ci circonda e ha fatto la nostra storia e ciò che, sotto certe possibilità, può declinare l'immediato futuro.
Certo, è narrazione creativa, quindi, se il punto di aggancio del testo sta nel nostro reale, il testo stesso poi si sgancia in scenari possibili. Possibili però non basta: anche vero-simili.
Si taccia l'autore, in molte recensioni, di avere ammassato una serie di preconcetti ideando un miscuglio ad alto impatto ma, nei fatti, banale. 
Non concordo manco un poco su questo punto. Infatti, come ogni grande scrittore, Schatzing ha elaborato una serie di fonti e di informazioni a dir poco esorbitante. Il testo "emerge", perché l'autore ha studiato, di persona e con l'aiuto diretto di esperti nei campi più disparati, tutto quanto poteva servire a fare del fanta-romanzo, un romanzo dei nostri giorni.
Un romanzo che fa riflettere, pone quesiti di ordine etico individuale e sociale, espone in che direzioni la scienza potrebbe andare, ma non da sola. Accompagnata dalle dinamiche geo-politiche del settore petrolifero, dalle strutture dei grandi agglomerati industriali, dalle previsioni per il futuro e il mercato delle energie alternative. Il tutto considerando le moderne e future comunicazioni a mezzo di reti o ambienti virtuali, gli studi sulla popolazione, sulla sua distribuzione, sull'architettura e la pianificazione urbanistica, naturalmente ogni elemento incastonato nelle economie reali di inizio Millennio (Cina, Stati Uniti, Europa, Africa, stati dell'Ex-URSS, e così via). Si conosce, inoltre, la logica di lavoro e di vita dei mercenari, delle agenzie di sicurezza private, dei servizi segreti deviati, delle nuove armi e delle nuove posizioni assunte da chi una volta poteva lavorare per l'esercito della propria Nazione. Ora e nel futuro, invece, secondo potenziali altre logiche.
Insomma, un lavoro immenso sta dietro l'emergere del romanzo. Che si staglia come un organismo narrativo straordinariamente intra-connesso e al contempo aperto all'integrazione del lettore.
Vero, l'edizione italiana è di ben 1370 pagine, ma di certo questo non è un 'limite', semmai uno stimolo, per immergersi con l'autore in un thriller maledettamente attuale (scrivo il 7 maggio 2011, e il prezzo della benzina ha registrato in Italia un nuovo picco) e rivelatore.

martedì 22 febbraio 2011

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE

Finisce così la saga del Mago Potter. O no? 
Bé, finisce così la saga che ci ha rivelato il mondo del mago dalla cicatrice saettante. Un mondo che ha miscelato semiosfere 'magiche' le più diverse, in un accordo che si è rivelato armonioso e coerente. 
More about Harry Potter e i Doni della MorteLa magia, che affonda le sue radici nel 'ciò che è grande' e nel 'purificare' persiano, insiemi non discordanti, tutt'altro, ci si è svelata, proteiforme, leggendo. Ciò che rende magico rende grande e purifica. Abbiamo letto anche la tragedia, la rottura, lo scisma: insomma, ciò che accade quando si omette uno dei due connotati del magico: la grandezza o la purezza. 
La saga di Harry Potter può vedersi anche così: grandezza e purezza, non antitetiche, ma miscelate in diversa misura nei personaggi che nei libri hanno preso vita. Magia è anche 'fare sacrificio', 'onorare', come il mondo chiaro/oscuro della Rowling ha onorato noi lettori. Ci ha ammaliati. Ci ha incantati. Grandi e piccini. Di nazionalità e lingue diverse. Fusione di sememi ancestrali e di collegamenti nuovi, eredità di racconti magici dall'Oriente all'Occidente, per significare che tutto è un continuum, che tutto si fonde, laddove "la magia dell'immaginario" prende coscienza del proprio furore creativo. 
Fine della saga. Forse. Molti personaggi abbiamo incontrato, alcuni straordinariamente ben animati, altri di sfondo. 
Dunque, perché no? Magari la narrazione della vita di alcuni personaggi del mondo di Potter, forse, ce la troveremo presto innanzi, accompagnati lungo qualche ramo genealogico, babbano, mezzosangue o puro, non importa: rami di molte presenze dotate di una profondità psicologica che non è di molto inferiore al protagonista della saga. 
E poi, siamo sicuri che, dopo 19 anni, non possa accadere qualcosa? 
Si sa, vasto e misterioso è il regno della magia...

sabato 19 febbraio 2011

ELOGIO DEGLI E-BOOK, di Mauro Sandrini

More about Elogio degli e-book
Prima recensione ad un e-book... che mi ha consentito di comprendere come l'e-book sia in grado di incrementare, e non di poco, le possibilità di fruizione e lettura!
Mauro Sandrini offre una appassionata e precisa introduzione al mondo del libro elettronico, partendo dall'esperienza personale e realizzando, nei fatti, un saggio elettronico dal carattere sostanziale e, lasciatemi scrivere, profetico. Illuminante, senza dubbio.
La recensione la trovate nella mia libreria su aNobii.
Il link al testo di Sandrini è qui.
Nel mio caso ho comprato il testo su IBS (eur  3,49), ma potete trovarlo un po' ovunque...
Ottima lettura per entrare nel framework "e-book".
E magari per cominciare a pensare al proprio rapporto di social networking innestato su questo nuovo medium, in grado di valorizzare la condivisione e la partecipazione al processo di produzione del sapere condiviso.

domenica 13 febbraio 2011

RACCOGLIENDO QUALCHE COMMENTO A TESTI LETTI

Raccolgo i link ad alcune mie note riportate su aNobii e dintorni.


"La parte abitata della Rete", Sergio Maistrello
"Il Quinto Giorno",  Schätzing Frank
"Sulla lingua del tempo presente", Zagrebelsky Gustavo 
"Link", Barabási Albert-László
"Cognitive Surplus", Shirky Clay
"The net delusion", Morozov Evgeny
"Il parlar figurato", Mortara Garavelli Bice
"Bartleby, lo scrivano - Benito Cereno", Melville Herman
"Edeologia", De Biase Luca
"La coda lunga", Anderson Chris
"Giocati dal caso", Taleb Nassim N.
"Imparare democrazia", Zagrebelsky Gustavo
"Internet è un dono di Dio", AA.VV.
"Umanità Accresciuta", Granieri Giuseppe
"Lettera a una professoressa", Milani Lorenzo, cur. Scuola di Barbiana
"World wide we", De Baggis Mafe
"La libertà ritrovata", Schirrmacher Frank
"Diario", Frank Anne, cur. Sessi F.
"La manomissione delle parole", Carofiglio Gianrico, cur. Losacco M.
"Senza colpa", Cimatti Felice
"Design sistemico. Progettare la sostenibilità produttiva e ambientale", Bistagnino Luigi
"La scuola è di tutti", De Michele Girolamo
"IAS/IFRS. Con CD-ROM", Biancone Paolo P., Busso Donatella, Dezzani Flavio
"Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste", Ekman Paul
"Robustezza e fragilità", Taleb Nassim N.
"Adult'ero", Sandroni Donatello, Gelli Roberta

L'ordine è puramente casuale...

mercoledì 29 dicembre 2010

SUI LIBRI e VERSO IL 2011

Perché leggo molti libri? Perché ritengo che punti di vista diversi su un elemento o su più elementi possano arricchire la limitata comprensione di quanto mi sta intorno.
Per comprendere, oltre al ragionamento individuale che nasce tra sé e sé e, se si è fortunati, nel dia-logo con tanti altri, occorre anche prendere in sé i pensieri altrui lasciati scritti e cercare di formulare ipotesi su di essi, per ampliare il proprio campo mentale e visivo. Il rischio è credere nella parola in sé; ma lo valuto molto meno rischioso di non conoscere la parola per nulla, tanto in sé, quanto in relazione alla realtà.
Ho letto, in questi giorni, "La coda lunga" di C. Anderson, rivisto "Giocati dal caso", di N. Nassim Taleb, letto "Imparare democrazia", di G. Zagebelsky, "World Wide We", di Mafe de Baggis, "La libertà ritrovata", di F. Schirrmacher, "Senza colpa", di F. Cimatti, "La manomissione delle parole" di G. Carofiglio", "La scuola è di tutti", di G. De Michele e "Lettera ad una professoressa" del gruppo di Don Milani, in una versione eccezionale, ritengo, LA versione in cui debba essere letta la 'lettera'.
Ho smesso di postare qui le recensioni: le lascio, lievi, su aNobii, per pigrizia e comodità.
Perché recensisco? L'ho già spiegato mesi fa in questo blog, per cui potete cercare, ma voglio ricordare qui che la recensione è un passaggio molto personale che mi serve per 'puntellare' il testo letto nella memoria, per ancorarvi le idee migliori (o le peggiori!) che nei libri mi è parso di intravvedere.
Scrivere è un modo per ricordare. Se non fossi pigro, oltre a scrivere, sento che dovrei affiancare ad ogni recensione una mappa mentale, perché sarebbe l'unione della logica lineare del discorso con quella radiale del pensiero. Forse un giorno ci riuscirò. Magari nel 2011.
Scavalchiamo con responsabilità, rigore e coscienza l'anno nuovo. Che è pur sempre un nuovo inizio.
Auguri a tutti.

mercoledì 11 agosto 2010

GIORNALISMO E NUOVI MEDIA

...L'Informazione al tempo del Citizen Journalism... di Sergio Maistrello.

Nel mondo in cui Internet si può intendere, sostiene Maistrello, quale "sistema operativo per le relazioni", e in cui l'informazione è vasta ed entropica, dove prevale la dis-intermediazione, ecco che nuova e maggiore professionalità è richiesta al 'giornalista', che  attua una metamorfosi e un continuo riposizionamento per far fronte a un'epoca che vede affacciarsi con affanno nuovi media in cui prevale il peer to peer, la velocità del twit, il ticchettio di milioni di tastiere che pre-tendono di raccontare i fatti. E che, di fatto, raccontano 'una' versione dei fatti, abbandonando spesso la verticalità e la profondità a tutto vantaggio dell'orizzontalità e della superficialità.
In questo mondo a nuove dimensioni, "in cui molte più informazioni sono disponibili a un numero maggiore di persone", Maistrello sostiene, "cresce la necessità di una figura indipendente che possieda strumenti tecnici e culturali per fare sintesi, per gettare ponti tra le specializzazioni, per comporre scenari. Un professionista consapevole di non avere più né l'esclusiva né le deleghe in bianco, che si accontenti spesso di arrivare in seconda battuta sui fatti a fronte di maggiore approfondimento e  che sia in grado di lavorare insieme ai tanti nuovi soggetti che affollano lo spazio pubblico delle idee e delle opinioni, a cominciare dai suoi stessi concittadini". L'impulso è tutto verso la proattività: "guarderemo soprattutto avanti [...] non sarà come prima, ma non sarà necessariamente peggio di prima".
Nel mondo del Do your best and link to the rest e dell'informazione liquida, il giornalista deve ri-definire il suo ruolo, penetrando nel flusso informativo e negoziando con i fruitori la propria reputazione e professionalità. Essere in grado di filtrare materiale ed indirizzarlo ai propri lettori è, per così dire, uno dei tanti 'sine qua non' della nuova professione del giornalista nei new media. Giornalista che da 'produttore' di notizie deve trasformarsi in 'processore' delle stesse, ossia in professionista specializzato nel processo comunicativo, più che nel prodotto, tipico, quest'ultimo, del mondo della carta stampata e, in particolare, dei media a 'scadenza', quali i giornali, le riviste, le testate radiofoniche o televisive quotidiane che, nel flusso di informazione, per loro caratteristiche intrinseche, devono 'tagliare' il flusso stesso in un certo tempo ed entro certi spazi. Il giornalista dei nuovi media non è un de-cisore dell'informazione. Semmai è più un orientatore, una affordance competente per il fruitore, un ri-mediatore della enorme massa di dati che invadono lo spazio temporale e mentale di chi usa i nuovi mezzi ad alta dissipazione informativa.
La ri-definizione del giornalista non è avulsa dal contesto in cui lavora: nuove architetture redazionali, nuovi rapporti di forza nel promoting della notizia, una nuova industria giornalistica, insomma, dal luogo reale e virtuale in cui il giornalista rimodella se stesso, impara giorno per giorno, in un processo di learning by doing fatto di passi avanti e di svolte, retrocessioni e impulsi improvvisi, emersione di nuove professionalità quali l'all platform journalist, il backpack journalist, il social media editor e altre figure ancora in grado di far sì che la notizia vada sul primo canale utile, imparando ad essere nodi reputazionali del/nel nuovo tessuto informativo.
Questo ed altro fanno sì che il mestiere del giornalista, rigenerandosi continuamente, diventi, pur forse in una situazione di maggiore difficoltà ed incertezza, un mestiere più accattivante, più coinvolgente, più pregnante di quanto (forse) non fosse in passato. Comunque un mestiere diverso. E che coinvolge e mette in gioco l'ambito privato e quello pubblico del new journalist, in una costellazione mediale che sincronizza entrambi, con la necessità di una solida auto-responsabilizzazione rispetto ai propri interventi multi-mediali.

Il testo di Maistrello è ricco di link a riflessioni in rete sul new journalism, e non mancano riferimenti a tesi discusse, tra gli altri, nei testi, qui recensiti, "Il grande inganno del WEB 2.0" di Fabio Metitieri, "You are not a gadget: a Manifesto" di Jaron Lanier, "Eretici digitali. La rete è in pericolo, il giornalismo pure. Come salvarsi con un tradimento e 10 tesi", di Massimo Russo e Vittorio Zambardino e a molti moltissimi altri essenziali per inquadrare l'argomento oggetto del testo sotto diverse, non sempre convergenti, prospettive.

La mole di riferimenti è assai vasta e le note a pié pagina facilitano il contatto diretto con la fonte; davvero utile l'informazione riportata in Appendice, ragionata, intermediata, selezionata, come segue:
-Risorse utili in Rete
-Centri accademici
-Esperti, divulgatori e ricercatori
-Progetti in ambito editoriale
-Punti di riferimento in Italia
-Le scuole riconosciute dall’Ordine dei giornalisti
-Bibliografia


L'indice completo in formato pdf è scaricabile dal sito di Apogeonline a questo link.

Per concludere, trovo utile riportare una breve intervista all'autore, estratta dal sito www.spaziocomunicazione.net di Danilo Ruocco (22 giugno 2010):





Per vedere meglio il video, puoi cliccarvi sopra e fruirne direttamente su YouTube.

domenica 8 agosto 2010

LA QUARTA RIVOLUZIONE

... Sei lezioni sul futuro del libro...
Quello di Gino Roncaglia è un tentativo di definire il "libro elettronico", attraversando le tantissime definizioni che di esso, diversi studiosi e professionisti del digitale e non, hanno dato.
Premessa una riconosciuta "perfezione ergonomica del libro sulla carta", libro che è un prodotto tecnologico, oltre che uno straordinaro oggetto culturale, la riflessione delle sei lezioni si snoda descrivendo e via via scoprendo le peculiarità che il testo/libro potrebbe o dovrebbe presentare nell'atto di radicale cambiamento del supporto che sta avvenendo (da questo, in parte, deriva il sottotitolo "La quarta rivoluzione").
Esiste una prima parte teorica, breve e concisa, sulle forme testuali e sulle distinzioni testualità/medium al cui incrocio si snoda l'evoluzione della scrittura e del libro. Seguono poi i capitoli che ci guidano sino ai media
dei nostri giorni, scritti in modo molto pragmatico, discorsivo, con molti esempi: insomma, stile "lezione".
Quello che qui mi pare interessante ricordare sono due punti del testo.

Il primo, in cui l'autore precisa una volta per tutte la, credo fondamentale, distinzione tra fruizione del testo lean forward, lean back, secondaria e in mobilità, perché la situazione di fruizione dell'informazione è il punto chiave per comprendere la possibile diffusione dell'e-book.
Così, fruizione:
1- lean forward:  quanto siamo 'letteralmente' protesi in avanti verso l'informazione, quando per esempio studiamo un libro alla scrivania, lo commentiamo, prendiamo appunti, visualizziamo pagine web su uno schermo di un pc o di un portatile, giochiamo ad un videogioco...insomma, uso attivo dell'informazione, elaborazione, modificazione.
2 - lean back: quando siamo rilassati, letteralmente 'appoggiati all'indietro', per esempio quando ci godiamo un romanzo sulla poltrona, o guardiamo un film, concentrati sì su quanto stiamo vedendo, ma senza una
elaborazione manuale o tattile dell'informazione. Insomma, si agisce e si interagisce con l'informazione, ma ad un livello, per dir così, solo mentale.
3 - secondaria: (o in background), quando fruiamo dell'informazione, ma senza una attenzione continuativa, un po' come in un salotto con altre persone e una tv accesa nel sottofondo, che ogni tanto cattura la nostra attenzione, magari al suono di un jingle pubblicitario.
4 - in mobilità:  quando ci muoviamo (a piedi, in auto, in treno, ecc.) e la nostra attenzione cosciente è solo in minima parte legata alle azioni richieste dalla mobilità (es. classico: cambiare marcia o prestare attenzione alla fermata del bus dove dobbiamo scendere), mentre di fatto siamo concentrati sull'Mp3 che ascoltiamo o sul libro che leggiamo in metropolitana o ancora sul radiogiornale trasmesso dall'autoradio. Sempre più la comunicazione in mobilità è pervasiva nel nuovo millennio.
A queste quattro dimensioni il testo di Roncaglia ricorre molte volte, essendo uno (non l'unico) dei fili rossi della argomentazione che si sviluppa nel definire l'e-book.

Il secondo concerne la quinta lezione: "Da Kant a Google: gestione dei diritti e dei contenuti digitali". E' un capitolo significativo, perché rielabora in maniera molto essenziale e chiara il tema complicatissimo del copyright, attualizzandolo con esempi paradigmatici, come il caso di Google Book Search e gli impatti nei diversi Paesi, distinguendo tra mondo statunitense e vecchio continente. Stimolante davvero, per la semplificazione senza perdita in precisione che viene resa nel testo.

Per il resto il libro di Roncaglia si propone come un testo per tutti, a prescindere che sia strutturato, come evidenzia l'autore, 'in lezioni'.
Per chi si avvicina per la prima volta ai temi dell'evoluzione del libro (anzi meglio, della scrittura, dei codici, poi dei libri...), è sicuramente un buon riferimento, aggiornato ad aprile 2010, scorrevole nella lettura, dotato di ottimi ausilii extratestuali di cui scrivo sotto.

Il libro... come si presenta!

Le note dei capitoli sono disposte in fondo al testo, il che è, per me almeno, alquanto irritante (in quanto si deve effettuare un continuo pasaggio dal testo al fondo-testo per connettere la nota al contesto). Il fatto è comunque giustificato: le note interne ai capitoli si riferiscono principalmente a materiale presente sul web, con indirizzi dunque molto lunghi e, probabilmente, fastidiosi se fossero inseriti a pié pagina. Da contrappunto a questa dificoltà 'logistica' è la ricchezza delle note, perché invitano il lettore a vedere e ricercare in rete gli oggetti descritti nel testo, le presentazioni, i memorandum, e i materiali che dispiegano, multimedialmente, quanto raccontato. Estremamente utili le decine di link a brevi video su YouTube sulle caratteristiche dei media e delle tecnologie descritte.

La Bibliografia e le Risorse di rete citate sono, anch'esse, ben strutturate: non un mero elenco (se non proprio nel riepilogo finale), ma un vero e proprio report sulle fonti, apprezzabile in quanto la materia oggetto del libro è fluida ed in continua evoluzione: dunque si distinguono risorse in rete sugli e-books, testi di riferimento essenziali e 'senza tempo', opere e lavori consultati.

Inoltre le immagini a colori e gli schemi sono utili e plastici, rendendo ragione della scelta della carta ad elevata grammatura (quasi cartoncino, molto 'pastosa') e dell'impatto cromatico così esasperato con il testo.

Ecco infine i contenuti, cioé le 6 'lezioni':

Introduzione
I. Il libro e il cucchiaio
II. Il libro magico del cancelliere Tusmann
III. Dalla carta allo schermo (e ritorno?)
IV. Problemi di forma
V. Da Kant a Google: gestione dei diritti e dei contenuti digitali
VI. Quali libri ci aspettano? - Conclusioni: falsi pretendenti e legittimi  eredi
Note
Bibliografia e risorse di rete
Fonti delle illustrazioni

giovedì 5 agosto 2010

LA COMUNICAZIONE

Progettato per gli studenti che si accingono a seguire corsi di scienze della comunicazione e per tutti coloro che, dell'ampio ambito della comunicazione, cercano una cornice di riferimento entro cui ordinare le diverse teorie e prassi emerse, con relativi pensatori, il manuale "La Comunicazione" di Mario Ricciardi  è una svolta tra i classici manuali di comunicazione.
Ricciardi, infatti, scrive per il lettore 'contemporaneo', che non è più il lettore di metà del secolo scorso: se studente indifferente, offre una distinta base per la comprensione generale delle basi delle scienze della comunicazione; se studente 'vero discente' offre, oltre ad una analisi concisa e molto chiara dei diversi "paradigmi" attraverso cui si è sviluppata la comunicazione, le parole dei protagonisti di questa scienza, attraverso lunghe e focalizzate citazioni tratte dalle opere più significative dei "maestri" citati, senza tralasciare i riferimenti ai loro contributi più ampi, garantiti da una breve biografia cui segue una bibliografia essenziale e molto focalizzata.
Il manuale è molto utile e decisamente efficace, grazie alla sua struttura:
- analisi dei paradigmi e dei cambiamenti profondi che muovono l'innovazione;
- analisi dei maestri, portatori del cambiamento;
- selezione accurata della bibliografia.
Quindi,  troviamo, sempre in perfetto ordine:
- una parte introduttiva alle grandi macroaree di indagine;
- entro ogni macroarea i settori più importanti per la comunicazione;
- entro ogni settore alcuni autori, con citazioni e bibliografia specifica.
Si tratta di ciò che ogni studente vorrebbe potere trovare in un manuale di riferimento dei primi anni: la nota di avvio e di riflessione di un eccellente docente della comunicazione e gli strumenti per proseguire da sé (vedi anche indice completo riportato sotto).
Ecco perché ho scritto che il testo è rivolto al lettore 'contemporaneo'. Ricciardi, con un che di nostalgico, ma anche con profondo realismo, si rende conto che il discente di oggi non è più (mediamente) colui che segue un percorso di ascesa al sapere, che cerca autonomamente il confronto con le fonti, che approfondisce oltre il testo. Per questo la struttura del testo è un po' come un sentiero tenuto molto bene, che segna percorsi chiari e stimolanti intersezioni, sollevando un poco il lettore contemporaneo dal suo onere di approfondimento.
E riporta così alla luce i nessi e le strutture che soggiaciono all'ampio ambito denominato "comunicazione", che rischia oggi, tanta è l'informazione che circola, di perdersi nei rivoli i più diversi, offuscando le proprie solide fondamenta. Di questo, infatti, l'autore parla nella premessa: “In questo volume – ci spiega nella premessa – intendiamo contrastare la diffusa convinzione che la comunicazione sia un sapere senza fondamenti, un campo ibrido in cui si mescolano casualmente interessi e discipline diversi. Noi pensiamo, al contrario, che sia un crocevia di culture e di ricerca scientifica e umanistica”.

Sono contento di un testo così ben progettato.

Ecco i contenuti:

Premessa

Parte prima
Comunicazione e civiltà

Oralità e scrittura
1. Dal passato al presente - 1.1. Dalla scrittura all’ipertesto - 2. Claude Lévi-Strauss - 2.1. La comunicazione è la struttura della società - 3. Eric Havelock - 3.1. La mente alfabetica - 4. Walter J. Ong - 4.1. La scrittura è una tecnologia - 4.2. La scrittura ristruttura il pensiero - 4.3. I media e la comunicazione umana - 5. Jack Goody - 5.1. Comunicazione e conoscenza - 5.2. Tecnologia della mente

Lingua e segni
1. Ferdinand de Saussure - 2. Formalismo - 2.1. Il Circolo linguistico di Praga - 2.2. Roman Jakobson - 3. Strutturalismo - 4. Semiotica-semiologia - 4.1. Narratologia - 4.2. Vladimir Propp - 4.3. Algirdas J. Greimas - 5. Roland Barthes - 5.1. Il mito è parola - 5.2. Il testo al plurale - 5.3. Linguistica e semiologia - 6. Umberto Eco - 6.1. «Opera aperta» - 6.2. «Fenomenologia di Mike Bongiorno»

Scienza dei media
1. Harold Adams Innis - 1.1. Monopolio e potere - 1.2. Tendenze e civiltà - 1.3. «Impero e comunicazioni»: un esempio di anti-storia totale - 2. Marshall McLuhan - 2.1. «La galassia Gutenberg. Nascita dell’uomo tipografico» - 2.2. Lo stile: comunicare col lettore - 2.3. Media intelligenti - 2.4. Il medium è il messaggio - 2.5. Media caldi e media freddi - 2.6. «Il villaggio globale» - 2.7. McLuhan e il suo tempo

Parte seconda
I media nella società

Comunicazione e politica
1. Sovversione e legittimazione - 1.1. 1789: la festa rivoluzionaria - 1.2. 1848: parlare in pubblico - 1.3. La comunicazione politica come demagogia - 1.4. Magia e popolo - 1.5. Psicologia di massa - 2. Max Weber - 2.1. L’imprenditore capitalista - 2.2. Il potere carismatico - 2.3. Il grande demagogo - 2.4. Le professioni della politica

Comunicazioni di massa e società di massa
1. Come agiscono i mass media - 2. Walter Benjamin - 2.1. Tecnologia e medium - 2.2. La ricezione: tecnologia e fruizione - 2.3. Andare incontro al fruitore - 2.4. Teatro e cinema - 3. Theodor Wiesengrund Adorno - 3.1. Adorno contro Benjamin - 3.2. Feticcio e regressione - 3.3. Musica e film - 3.4. Industria culturale - 3.5. Autorità, autoritario - 4. La società del benessere - 4.1. Consumo ed esclusione - 4.2. Herbert Marcuse: il gran rifiuto - 4.3. Jürgen Habermas: agire comunicativo

Parte terza
Tecnologie, comunicazione e reti
Macchine per comunicare
1. Alan Turing - 1.1. La Macchina di Turing - 1.2. Il Test di Turing - 2. Norbert Wiener - 2.1. Le origini della cibernetica - 2.2. Feedback e messaggio - 2.3. Computer: la macchina speciale - 2.4. Informazione e comunicazione: Shannon e Wiener - 2.5. La cibernetica - 2.6. Macchine e umani - 2.7. Etica della responsabilità

Ipertesti e Internet

1. Vannevar Bush - 1.1. «As We May Think» - 1.2. L’utopia di Memex - 1.3. La società dell’informazione - 2. Douglas Engelbart - 2.1. La madre di tutte le presentazioni - 2.2. «Augmenting Human Intellect» - 2.3. Lavoratori della conoscenza - 2.4. Manipolazione, simboli e cooperazione - 3. Theodor Nelson - 3.1. Inventare l’ipertesto - 3.2. Xanadu - 3.3. Letteratura - 4. Tim Berners-Lee - 4.1. Il web - 4.2. La cultura del web - 4.3. Il web e la globalizzazione

Parte quarta
La società digitale

Digital media contro mass media
1. Dalla società di massa alla società digitale - 2. Libro a stampa, libro elettronico - 3. La vita sullo schermo: 1995, Sherry Turkle - 3.1. Lo schermo sostituisce il libro - 3.2. Finestre sullo schermo - 4. «Re-mediation»: 1999, Jay David Bolter - 4.1. La tradizione dei media («remediation») - 5. La logica del database: 2001, Lev Manovich - 5.1. Interfaccia culturale - 5.2. Interattività e creatività - 6. Cultura convergente: 2006, Henry Jenkins

Media e network
1. Media e modernità: John B. Thompson - 1.1. Il sistema dei media - 1.2. La natura dei media - 2. La società dei network: Manuel Castells - 2.1. La nascita della società dei network - 2.2. Informazionalismo - 2.3. Identità: Io-rete - 2.4. La grande mutazione - 3. Il mondo in rete - 3.1. Il cyberspazio - 3.2. L’età dell’accesso: Jeremy Rifkin - 3.3. Comunità virtuali: Howard Rheingold - 3.4. «Smart mobs» - 3.5. Hacker: Pekka Himanen

Bibliografia