Islanda.
Un mondo a parte.
Una terra speciale.
Due visioni a confronto. Di colori, spazi e movimenti.
Enjoy!
Blocco appunti per ragionare, cioè -più o meno- parlare, almeno ogni tanto, con la propria mente...
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giovedì 2 febbraio 2017
venerdì 3 aprile 2015
E' UN BLOG MA E' ANCHE UN SITO: DANIELA BERIA DISEGNI
Certo, di opzioni, in rete, ormai ce ne sono molte. Quella che ha scelto l'artista Daniela Beria -che, tra le altre cose, è mia sorella :-) - è di miscelare la dinamicità di un blog con una serie di pagine relativamente fisse. Parte dei suoi lavori la puoi dunque vedere seguendo il link: danielaberia.wordpress.com
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sabato 22 novembre 2014
LUNGIMIRANZA, SENSO DELLA STORIA E DELLA CONTEMPORANEITA'
Non riassumibile. 16 minuti di assoluta lucidità.
sabato 2 marzo 2013
FASHION_ABILITY: UN PROGETTO DI RISCOSSA
Un progetto di riscossa. Ecco, in questo senso va letto, interpretato e diffuso il comunicato stampa di Noria Nalli, 47 anni, due figlie e una laurea in Filosofia, una giornalista e una donna che vive con la Sclerosi Multipla (SM).
Ricorda Noria: "Dobbiamo cercare di non perderci. Ricordate sempre che siamo la banda degli SCLERATI!", ripeteva spesso Katia, la sua compagna di stanza al reparto neurologia. Perché è sempre vivo il ricordo del primo ricovero dopo la diagnosi ed i compagni di avventura, alle prese con una malattia "pazza ed imprevedibile", ancora poco conosciuta, che spesso incute terrore solo a nominarla .
Noria si considera una sclerata particolare: una "Sclerotica" per l'esattezza. Dice: "Ho le mie paturnie, i miei momenti di ribellione e di crisi, ma è forte in me il lato erotico, artistico, vitale, ironico. Vivo la vita come un film, un racconto avvincente. Infatti, oltre a realizzare pezzi giornalistici (collaboro con "Vita"), scrivo racconti brevi, "Ritratti di corsia" per la cronaca di Torino de La Stampa.
Perché è vero che la Sclerosi Multipla ti sconvolge la vita. Ma ci sono persone, come Noria, che tra un ritratto di corsia e l'altro hanno la straordinaria capacità di vivere e con-dividere la malattia e, soprattutto, di pro-gettare, di scagliarsi innanzi e creare eventi ed opportunità.
Non ultimo il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino: una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità.
Titolo: Fashion_ability
Quando: tutti i giovedì sera di marzo 2013 dalle 21.00 alle 23.00
Dove: presso la Casa del Quartiere di San Salvario, in Via Morgari 14 a Torino
Come: per iscriversi basta inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com
C'è un'immagine che veicola una potente riflessione. La sirena. Già, che ci fa una sirena fuor d'acqua, sulla terraferma?
Bé, in questo ciclo di incontri, in questo progetto, ne sapremo qualcosa in più!
Riporto il comunicato stampa, quello del progetto di riscossa, quello di cui accennavo ad inizio di questo post:
"L’equilibrio che non è più lo stesso ed impedisce di indossare quelle belle scarpe col tacco che ci piacevano tanto, la figura che appare appesantita per il cortisone e lo scarso movimento, talvolta poi bisogna usare quei pannoloni, che non sono certo molto sexy, la difficoltà nei movimenti, che rende più pesante il momento della cura della persona. Avere un aspetto elegante e piacevole non è sempre facile per noi sclerotici. Ricordo ancora che, quando ho scoperto di avere la SM, avevo detto a mia madre “Ok, magari finirò in carrozzina, ma voglio essere bella!”. Ecco, devo dire di non aver tenuto fede a quel proposito. Ora però vorrei rifarmi e prendermi una rivincita col destino, come Mirella Santamato, che decise di sfilare in passerella, anche se in carrozzina o con il bastone. Di seguito quindi copio e incollo il comunicato stampa del mio progetto di riscossa. UDITE UDITE!!!
La tematica è sicuramente sentita e di attualità, se persino Lady Gaga ha provato il bisogno di “provocare”, andando sul palco in carrozzina e vestita da sirena. Il mitico personaggio è infatti il simbolo della condizione in cui vivono le donne disabili, legate nei movimenti ed incapaci di condurre una esistenza autonoma sulla terra. La creatura marina, impedita nella deambulazione, ma dotata di un grande potere seduttivo è anche l’immagine simbolo di Fashion_ability, il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino. Una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità tutti i giovedì sera di marzo dalle 21.00 per 2 ore alla Casa del Quartiere di San Salvario, in via Morgari 14 a Torino; per iscriversi è necessario inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com
La sirena, nella fiaba di Andersen, ripudia la sua natura, rinunciando alla sua voce ammaliante, in cambio di due gambe umane e l’accettazione del proprio corpo sembra essere il vero nodo del problema, parlando di moda e disabilità. “Le mie esperienze di ricovero e di donna in carrozzina sono testimonianza di un pregiudizio sul disabile come essere asessuato a cui non è concesso un abbigliamento, che esprima fascino o un barlume di personalità”, racconta Noria Nalli, che cura sulla cronaca di Torino de La Stampa, una rubrica di racconti brevi, poetici e lievi ritratti di corsia sulle sue esperienze ospedaliere. “Io non amo le categorizzazioni, che distinguono una moda per taglie forti (curvy, come si dice ora) o per disabili". "L’approccio alla moda è unico", spiega invece Serena Poletto Ghella, "per essere eleganti bisogna raggiungere l’auto-consapevolezza di cosa “fa bene” alla propria figura. E’ una ginnastica mentale anche terapeutica. Si scelgono i capi che sono economicamente alla nostra portata ed in grado di valorizzarci al meglio. Avendo dei limiti fisici è più difficile, ma assolutamente non impossibile. Un disabile ha, nel suo disagio, un doppio stimolo a mostrarsi al meglio come impegno sociale nei confronti di chi vorrebbe discriminarli”. Per documentare l’esperienza, aprire riflessioni e dibattiti, oltre a raccogliere commenti,gli incontri saranno seguiti passo passo dalla giornalista, sul suo blog:
http://ritrattidicorsia.overblog.com
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Speriamo che riescano a fare tendenza. In fondo Torino una volta era la capitale della moda: potrebbero nascere delle rivoluzionarie icone di stile, nella vita e nell'abbigliamento".
Noria rilancia:
"Che ne dite, ce la faremo? E mi raccomando sclerotiche torinesi, partecipate e diffondete la voce".
Mi unisco e rilancio anch'io: partecipate e diffondete la voce!!!
Aggiornamenti ed info su: http://blog.vita.it/sclerotica/
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martedì 23 ottobre 2012
DANIELA BERIA: PROFESSIONE ARTISTA (TRA L'ALTRO)
Ebbene sì, questo post è un(a) pro-post(a) di avvicinamento al mondo artistico e non solo di mia sorella, Daniela Beria.
Questo perché la forma, il tratto, il colore sono elementi espressivi di realtà e mondi possibili altrettanto potenti e semiologicamente ricchi, di quelli testuali cui, in genere, io mi riferisco in questo blog.
Il vegetale e l'animale afferiscono alla categoria del reale: al di là di ogni semiosi, essi vivono nella rappresentazione quali fenomeni osservabili e visibili e, solo in un secondo tempo, simbolici.
Non so che cosa un artista colga (in) o voglia trasmettere (in) ciò che rappresenta con il tratto grafico. Nel mio piccolo, penso che il movente sia una passione in parte innata, in parte coltivata, che rende ragione della personalità di una donna o di un uomo. Atto di comunicazione, dunque. E di espressione, inoltre.
Comunicazione, perché mette in comune con gli altri un prodotto della propra percezione.
Espressione, perché si spreme, letteralmente, dalla parte più intima della persona. E si protende all'esterno, ai nostri occhi, in primis; in generale ai nostri sensi, in un'ottica sinsemica.
Espressione, perché si spreme, letteralmente, dalla parte più intima della persona. E si protende all'esterno, ai nostri occhi, in primis; in generale ai nostri sensi, in un'ottica sinsemica.
Comunicazione ed espressione sono atti reali che da sempre mi affascinano, nelle loro diverse manifestazioni.
Per questo rimando agli atti comunicativi ed espressivi di mia sorella, in modo tale che questi possano intersecarsi con le esperienze più diverse, dibattersi e scontrarsi nel mondo degli oggetti reali rappresentati o inventati, affiliarsi o congedarsi da stimoli artistici di provenienza esterna: in altre parole, e concludo, confrontarsi con ciò che sta al di là di ogni soggettività e, nel confronto, arricchire ogni parte.
Buona condivisione!
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sabato 11 agosto 2012
RUSSITALIANS 2012!
Dopo il meraviglioso viaggio tra Svezia, Norvegia e Danimarca, ecco, a seguire, un altrettanto intrigante ed istruttivo viaggio nella Federazione Russa, tra San Pietroburgo, Mosca e le città dell'Anello d'Oro!Il viaggio è stato intenso e, in parte, anche faticoso: ma ne è valsa la pena, sia per quanto visto con gli occhi, sia per quanto appreso con l'occhio della mente. Perché, mi sento qui di dire, per quanto visto, esistono tante 'Russie', unite dal filo rosso di una storia che semplice non è.
Il materiale raccolto in itinere è in via di reperimento e organizzazione. Operazione lunga, ma piacevole, perché, come già detto per la Scandinavia, consente di ripercorrere i sentieri seguiti e di (ri)collocarli in memoria: la nostra personale e quella digitale di cui oggi possiamo avvalerci!
Su Flickr, nell'album che ora si chiama "Scanditalians2012 & Russitalians2012!", sono appena nati due nuovi set di fotografie, ricchi di una variopinta quantità di scatti realizzati qua e là, nelle diverse tappe del tour.
Un set è denominato: San Pietroburgo e dintorni... Russia 2012!
L'altro si chiama: Mosca, l'Anello d'Oro e dintorni... Russia 2012!
Nel secondo set c'è qualche ripetizione... ma, come detto, i lavori sono in corso: i commenti alle fotografie sono assai ben accetti...
E qua e là, tra una guglia e l'altra, ci siamo noi, il gruppo dei Russitalians 2012! :-)
Questo, per iniziare con qualche assaggio fotografico... Poi, come tipicamente avviene giocando con i mattoncini del Lego, chissà che il nostro castello dei ricordi non si ampli, a mezzo di video, fotomontaggi e... di quel che sarà!
A presto!
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mercoledì 4 luglio 2012
SCANDITALIANS 2012!
Eccomi qui a postare su questo blog qualche link ad un bellissimo viaggio tra Svezia, Norvegia e Danimarca...
Un viaggio con altre persone simpatiche e piacevoli con cui si è deciso di condividere una etichetta... una sorta di traccia nel ricordo del tempo passato insieme. Sta nel titolo del post: 'Scanditalians 2012'!
Il materiale è in via di reperimento e organizzazione. Operazione lunga, ma piacevole, perché consente di ripercorrere i sentieri seguiti e di (ri)collocarli in memoria: la nostra personale e quella digitale di cui oggi possiamo avvalerci!
Ecco allora che su Flickr, scanditalians2012, è appena nato un set di fotografie ricco di una variopinta quantità di scatti realizzata con diversi dispositivi, diverse risoluzioni, immagini in movimento o statiche! Alcune sono un po' sfocate, altre sono meravigliose cartoline, alcune riguardano la natura selvaggia, altre ritraggono scorci di splendide città...
E qua e là ci siamo noi, il gruppo degli Scanditalians 2012! :-)
A presto!
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sabato 26 maggio 2012
RECENSENDO
Intanto, prosegue il commento ad alcuni testi 'laterali' di Maurizio Ferraris, tra cui:
Quindi, un accenno ad un vocabolario molto utile, laddove si abbia necessità di leggere testi di filosofia che diano per scontata la conoscenza del greco:
Ecco poi un breve pezzo di Jacques Derrida:
-... soprattutto niente giornalisti!
E, tanto per concludere la giornata, un paio di guide utili e ben fatte sulla California:
- California, National Geographic
- California, Mondadori
Questi link (che, puntando ad aNobii, non è detto che funzionino!) in attesa di potere fornire alcune note su alcuni test di Luciano Gallino e su altre opere di Maurizio Ferraris, nonché di Benjamin R. Barber e Jacques Derrida...
Ogni libro... a suo tempo! :-)
mercoledì 4 aprile 2012
GIOCHI DI POTERE
"Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente" (Kane, Quarto Potere)
"Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" (Howard Beale, Quinto Potere)
"Insomma: e se Internet rischiasse in qualche caso di trasformarsi in una specie di 'Sesto potere', ancora più potente del Quarto di Orson Welles e del Quinto di Sidney Lumet?" (Alessandro Gilioli, L'Espresso, 2007)
Il Potere, che si attiva solo quando la parola si avvicina ad una realtà pensata e temuta, in quanto reale, è piuttosto un sinonimo di quello che un tempo (forse ancora oggi, ma con meno pregnanza) è stato il peccato capitale per eccellenza: la Superbia. La Superbia, quella che è "originata comunemente dalla presenza di due personalità critiche: apparenza e violenza, esagerata stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), manifestata con un continuo senso di superiorità verso gli altri" (cito da Albanesi.it). Senso di superiorità che si deve esercitare quale imperativo morale del superbo, apparente affermazione di un'etica del dovere dei singoli inferiori nei confronti di enti(tà) superiori, cui tutto, o gran parte, è dovuto.
"Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" (Howard Beale, Quinto Potere)
"Insomma: e se Internet rischiasse in qualche caso di trasformarsi in una specie di 'Sesto potere', ancora più potente del Quarto di Orson Welles e del Quinto di Sidney Lumet?" (Alessandro Gilioli, L'Espresso, 2007)
Non sono certo del Quarto e del Quinto, ma sul Sesto Potere non ho dubbi: la sua potenza è proporzionale alla dose di realismo con cui viene espresso dalla gente. Perché ci vuole la gente, quella reale, che si attivi ed eserciti nel mondo reale i clic del Sesto Potere. Altrimenti si riduce ad un abito, che mal si adatta alla realtà su cui si vuole, con le parole, incidere. Ammesso poi che le parole possano emendare porzioni del reale. Limitiamoci a constatare che quelle 'scomode' sono parole che producono reazioni nel reale. Producono l'agire delle persone vere. Perché tendenzialmente si avvicinano a pro-porre una verità che, ancora adesso, a parte per qualche nichilista post-moderno, induce a ragionare sul vero e sul falso di quanto detto o scritto, a porre dubbi e domande, a cercare una articolazione che verifichi o falsifichi la proposizione scritta. Certo, non ogni proposizione scritta. Solo quella che in sé tocca 'code di paglia' reali. Le quali, tendenzialmente, il Potere -diciamo quello semanticamente più tendente al 'Quarto'- deve circoscrivere o, ancora meglio, sopprimere, tacitare, rendere silenti. S-mentire mentendo.
Epperò. Ci sta un però. Anzi tre 'però'. Il Potere, infatti, non consiste (solo) nel far pensare in un certo modo la gente. Neanche nel far passare qualcuno "pazzo profeta dell'etere (del 'wifi', della 'cloud'...)", al fine di relegare le parole della realtà nel mondo lontano e confuso della follia, cioè di un testo senza-senso o di un senso in- e im-proprio per il Potere. E non è neppure "persuasione occulta e manipolazione dei cervelli", sibilo di Internet nelle orecchie del Mondo.
Da qui non occorre molto per capire che al Potere, che si è immedesimato con la Superbia, arrogandosi il diritto assoluto di dire, di fare parola, di registrare violazioni, supposte tali, del reale inferiore, anch'esso pre-supposto oggetto di s-mentimento, l'unica vera parola e azione che si deve opporre, nell'agire individuale, è il Coraggio.
Bel discorso. Peccato che:
Bel discorso. Peccato che:
"Come dice Don Abbondio,
se uno il coraggio non ce l’ha,
non se lo può dare".
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mercoledì 15 febbraio 2012
ODISSEA 1.20
Odisseo: “Prudente Nestore, intenso orrore provai giungendo nelle terre di Antifate, sovrano dei Lestrigoni, mangiatori di uomini! Solo grazie alla Prudenza ne uscii vivo... Ma come può un uomo mangiare un suo simile? Quale pulsione spinge a tale atrocità?”.
Nestore: “O amico dall'agile mente, gli uomini sono animali, e anche la conoscenza spesso non riesce a trasformarli in Uomini. Gli dei guardano indifferenti questo scempio, perché esso è insito nell'uomo e solo grande saggezza ed equilibrio possono, e non sempre!, dare all'Uomo anima e non soltanto animalità”.
Nestore: “O amico dall'agile mente, gli uomini sono animali, e anche la conoscenza spesso non riesce a trasformarli in Uomini. Gli dei guardano indifferenti questo scempio, perché esso è insito nell'uomo e solo grande saggezza ed equilibrio possono, e non sempre!, dare all'Uomo anima e non soltanto animalità”.
Così si dice abbia detto l'Uomo
lunedì 13 febbraio 2012
ODISSEA 1.19
Odisseo: “Uomo ambiguo fu Teseo, padre di Acamante, mio compagno nella guerra contro Ilio. Fu un grande Eroe, fondatore degli Ioni, e divenne leggenda uccidendo il Minotauro. Eppure si rivelò un uomo leggero e stolto che provocò la morte del padre Egeo, per una inammissibile dimenticanza, una promessa mancata, che è segno di mediocrità. O saggio Nestore, qual è la tua opinione su questo personaggio?”.
Nestore: “Astuto Odisseo, nell’animo di ognuno di noi dialogano una parte nobile e virtuosa ed una viziosa e ignobile. I grandi Uomini riescono quasi sempre a vivere in sintonia con la prima, ma i più giacciono compiaciuti con la seconda. Del resto, o nobile Re di Itaca, pensa allo stesso Icaro, figlio del geniale Dedalo, costruttore del labirinto donde uscì Teseo vittorioso: tanto ingegnoso e moderato fu il padre nel costruire le ali di cera con cui egli ed il figlio uscirono dal labirinto, quanto fu stolto ed ebbro dell’invenzione il figlio, che pagò la sua leggerezza con la morte. In noi si alternano luce ed ombra, ed incerto è il nostro sentiero”.
Nestore: “Astuto Odisseo, nell’animo di ognuno di noi dialogano una parte nobile e virtuosa ed una viziosa e ignobile. I grandi Uomini riescono quasi sempre a vivere in sintonia con la prima, ma i più giacciono compiaciuti con la seconda. Del resto, o nobile Re di Itaca, pensa allo stesso Icaro, figlio del geniale Dedalo, costruttore del labirinto donde uscì Teseo vittorioso: tanto ingegnoso e moderato fu il padre nel costruire le ali di cera con cui egli ed il figlio uscirono dal labirinto, quanto fu stolto ed ebbro dell’invenzione il figlio, che pagò la sua leggerezza con la morte. In noi si alternano luce ed ombra, ed incerto è il nostro sentiero”.
Così si dice abbia detto l'Uomo
domenica 12 febbraio 2012
ODISSEA 1.18
Odisseo: "O saggio Nestore, quanta gioia, al mio ritorno, io celato sotto altre vesti, mi diede il divino porcaro Eumeo, figlio del re Ctesio Ormenìde, allevato nella mia casa come servo, ma in tutta verità considerato Uomo giusto e nobile, fedele difensore delle mie proprietà e custode delle Virtù che i pretendenti stavano violando, immondando la mia Casa della loro presenza. Fiero di lui sono stato e sarò per sempre: ora siede con me a tavola, nuovo virtuoso Figlio!".
Nestore: "Caro giovane amico, come vedi la Virtù sceglie l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero. E l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero, sceglie la Virtù come compagna e con Essa procede nella vita. La scelta ha reso il divino Eumeo libero, perché scegliere è ciò che differenzia la bestia dagli uomini. Ecco perché, o astuto Odisseo, nella tua Casa trovasti Melanzio, tracotante e viscido servo, che morì da infame, e al contempo Eumeo, fedele e modesto, che giungerà alle soglie dell'Ade da Uomo libero e circondato da Onore".
Nestore: "Caro giovane amico, come vedi la Virtù sceglie l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero. E l'Uomo giusto, sia egli servo o uomo libero, sceglie la Virtù come compagna e con Essa procede nella vita. La scelta ha reso il divino Eumeo libero, perché scegliere è ciò che differenzia la bestia dagli uomini. Ecco perché, o astuto Odisseo, nella tua Casa trovasti Melanzio, tracotante e viscido servo, che morì da infame, e al contempo Eumeo, fedele e modesto, che giungerà alle soglie dell'Ade da Uomo libero e circondato da Onore".
Così si dice abbia detto l'Uomo
sabato 11 febbraio 2012
ODISSEA 1.17
Odisseo: "Caro amico, ricordi ancora il giorno in cui mio figlio, l'animoso Telemaco, giunse a Pilo, chiedendo di me, e tu lo accogliesti con onore ed ospitalità? Che cosa vedesti negli occhi intrepidi di mio figlio?".
Nestore: "O Odisseo, determinazione e coraggio, temperanza e xenia, vidi in quel giovane, illuminato da Atena, che a me giunse per avere notizie sul grande Distruttore di Rocche, non mosso da un vano pianto per il padre disperso, ma pronto a ritrovarlo per lottare insieme a lui contro gli usurpatori del Trono di Itaca. Io lo accolsi con calore e, intrattenendomi con lui, gli narrai della guerra passata e del ritorno in patria, e della Gloria che l'Astuto Odisseo si era guadagnato tra gli Achei. Infine, non potendo soddisfare la sua richiesta, lo inviai insieme a mio figlio Pisistrato da Menelao, di cui seppi che, dopo avere vagato sette anni, concluse felicemente il suo viaggio con il rientro a Sparta".
Nestore: "O Odisseo, determinazione e coraggio, temperanza e xenia, vidi in quel giovane, illuminato da Atena, che a me giunse per avere notizie sul grande Distruttore di Rocche, non mosso da un vano pianto per il padre disperso, ma pronto a ritrovarlo per lottare insieme a lui contro gli usurpatori del Trono di Itaca. Io lo accolsi con calore e, intrattenendomi con lui, gli narrai della guerra passata e del ritorno in patria, e della Gloria che l'Astuto Odisseo si era guadagnato tra gli Achei. Infine, non potendo soddisfare la sua richiesta, lo inviai insieme a mio figlio Pisistrato da Menelao, di cui seppi che, dopo avere vagato sette anni, concluse felicemente il suo viaggio con il rientro a Sparta".
Così si dice abbia detto l'Uomo
venerdì 10 febbraio 2012
ODISSEA 1.16
Odisseo: "Il vile Paride fu causa della morte di due grandi eroi come il fratello Ettore domatore di cavalli e il Pelìde Achille e cagione di una guerra durata dieci anni e portatrice di grande lutto! Perché i piccoli uomini talvolta producano sì grandi conseguenze, o saggio Nestore, mi è oscuro".
Nestore: "O Laerziade, anche gli uomini pavidi sono imbrigliati nelle maglie del Fato, che ora ampliano a dismisura ora riducono al nulla l'azione tanto degli Eroi quanto dei vili e dei profittatori. Nondimeno, Paride fu causa di gloria per gli Achei luminosi, non solo di morte e inganno. Atena e Dike tessono la tela insieme con Fato".
Nestore: "O Laerziade, anche gli uomini pavidi sono imbrigliati nelle maglie del Fato, che ora ampliano a dismisura ora riducono al nulla l'azione tanto degli Eroi quanto dei vili e dei profittatori. Nondimeno, Paride fu causa di gloria per gli Achei luminosi, non solo di morte e inganno. Atena e Dike tessono la tela insieme con Fato".
Così si dice abbia detto l'Uomo
giovedì 9 febbraio 2012
ODISSEA 1.15
Odisseo: "O prudente Nestore, molte volte sono stato tacciato di hýbris e in parte percepisco vera questa accusa, in ragione della quale, i posteri, forse mi ricorderanno. Eppure essa è in me, io sono parte di Lei, io la sento mia. E forse peggior qualità non esiste nell'Uomo".
Nestore: "La mia opinione, o distruttore di rocche, è che l'Hýbris non sia in sé una cattiva qualità, almeno non tanto quanto la si ritenga tale tra i timorosi figli degli Achei. L'uomo forte e coraggioso credo debba intingere il suo agire nell'hýbris, laddove una mancanza di questa si riveli un freno divino alla conoscenza e all'eccezionalità delle imprese degli Uomini degni, sulle Terre e sui Mari. Costoro non devono temere Némesis. Piuttosto l'uomo mediocre, che nella superbia e nella tracotanza tenta di fondare, senza utilità, per puro piacere, la forza del proprio agire, deve temere l'ira divina, perché si è voluto figurare qual dio tra Uomini virtuosi, laddove è solo un'ombra ingannevole destinata ad aleggiare nei Tempi, inquieta erede della punizione divina".
Nestore: "La mia opinione, o distruttore di rocche, è che l'Hýbris non sia in sé una cattiva qualità, almeno non tanto quanto la si ritenga tale tra i timorosi figli degli Achei. L'uomo forte e coraggioso credo debba intingere il suo agire nell'hýbris, laddove una mancanza di questa si riveli un freno divino alla conoscenza e all'eccezionalità delle imprese degli Uomini degni, sulle Terre e sui Mari. Costoro non devono temere Némesis. Piuttosto l'uomo mediocre, che nella superbia e nella tracotanza tenta di fondare, senza utilità, per puro piacere, la forza del proprio agire, deve temere l'ira divina, perché si è voluto figurare qual dio tra Uomini virtuosi, laddove è solo un'ombra ingannevole destinata ad aleggiare nei Tempi, inquieta erede della punizione divina".
Così si dice abbia detto l'Uomo
mercoledì 8 febbraio 2012
ODISSEA 1.14
Odisseo: "Saggio Nestore, Re di Pilo dalla lunga barba, che cosa puoi dirmi del Regno di Ade, cui mi affacciai nelle mie peregrinazioni per interrogare l'ombra di Tiresia il tebano e incontrai mia madre, ombra anch'ella tra le ombre, che per tre volte cercai di abbracciare, ma ogni volta, come in un sogno tormentato, scivolò via!".
Nestore: "Amico caro, insolitamente loquace, Ade, figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e Poseidone, si sedette sul trono degli Inferi in epoche lontane e da lì domina caverne e lande oscure e misteriose, dove soggiornano senza tempo le ombre degli Uomini, veleggiando eterne e assenti, nell'attesa di un richiamo alla coscienza da parte di esseri temerari che, come te, o magnifico Odisseo, invocano con il sangue la loro Parola. Non con essi è il corpo mortale, né l'anima e per questo non potesti dare conforto alla tua dolce Madre. Possono, se richiamati con il sangue, come tu feci recandoti al confine dell'Oceano, nel paese dei Cimmeri, interloquire con i Mortali. Ma, severo amico, dirti non so se la Parola così evocata sia vera o foriera di menzogna. E dunque non ti crucciare della profezia di Tiresia e segui la virtù e la conoscenza che qui, adesso, e non nel regno di Ade, brillano con vigore e fanno di un uomo un Uomo".
Nestore: "Amico caro, insolitamente loquace, Ade, figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e Poseidone, si sedette sul trono degli Inferi in epoche lontane e da lì domina caverne e lande oscure e misteriose, dove soggiornano senza tempo le ombre degli Uomini, veleggiando eterne e assenti, nell'attesa di un richiamo alla coscienza da parte di esseri temerari che, come te, o magnifico Odisseo, invocano con il sangue la loro Parola. Non con essi è il corpo mortale, né l'anima e per questo non potesti dare conforto alla tua dolce Madre. Possono, se richiamati con il sangue, come tu feci recandoti al confine dell'Oceano, nel paese dei Cimmeri, interloquire con i Mortali. Ma, severo amico, dirti non so se la Parola così evocata sia vera o foriera di menzogna. E dunque non ti crucciare della profezia di Tiresia e segui la virtù e la conoscenza che qui, adesso, e non nel regno di Ade, brillano con vigore e fanno di un uomo un Uomo".
Così si dice abbia detto l'Uomo
martedì 7 febbraio 2012
ODISSEA 1.13
Odisseo: "Poseidone, scuotitore della Terra e delle Lande Marine, più volte tentò di imbrigliarmi tra le onde e rubare il mio soffio vitale. Non meno ostile mi fu uno dei suoi orrendi figli, Polifemo, che meritò la cecità per aver violato xenia e divorato i miei compagni. Ancora adesso, qui, seduto innanzi ai flutti della sera, intenso e profondo è il mio odio verso il Re delle tempeste".
Nestore: "Amico dall'agile mente, è inutile sprecare odio verso gli Dei o le Forze che muovono il Cosmo. Sia gli Uomini sia gli Dei vivono sottomessi al giogo stretto nelle mani del Fato, figlio di Caos e della Notte, cui neppure l'odiato Poseidone può opporsi. Placa dunque il tuo odio e godi della brezza marina".
Nestore: "Amico dall'agile mente, è inutile sprecare odio verso gli Dei o le Forze che muovono il Cosmo. Sia gli Uomini sia gli Dei vivono sottomessi al giogo stretto nelle mani del Fato, figlio di Caos e della Notte, cui neppure l'odiato Poseidone può opporsi. Placa dunque il tuo odio e godi della brezza marina".
Così si dice abbia detto l'Uomo
lunedì 6 febbraio 2012
ODISSEA 1.12
Odisseo: "Prudente Nestore, ti narrai di Calipso che per sette anni mi amò sull'isola di Ogigia, amò quest'uomo che rifiutò l'Immortalità, desiderando Itaca più di ogni altro dono sulle Terre e sui Mari. Talvolta sento il grecale che mi narra di Calipso, della sua isola lontana, dove ella credo stia ancora piangendo per me, e un che di malinconico mi assale. Chiesi il giusto per me. Ma per lei? Davvero meritai il ritorno a Itaca?".
Nestore: "Luminoso amico, in ogni uomo vivono tanti uomini e su ogni Terra e Mare soffiano multiformi venti che vibrano del tempo che è stato. Eppure, divino Odisseo, gli uomini devono scegliere e negato ai molti è il ritorno al focolare. Fu giusta la tua scelta? Solo nel presente sta la risposta, non ti crucciare per ciò che fu e che più non è".
Nestore: "Luminoso amico, in ogni uomo vivono tanti uomini e su ogni Terra e Mare soffiano multiformi venti che vibrano del tempo che è stato. Eppure, divino Odisseo, gli uomini devono scegliere e negato ai molti è il ritorno al focolare. Fu giusta la tua scelta? Solo nel presente sta la risposta, non ti crucciare per ciò che fu e che più non è".
Così si dice abbia detto l'Uomo
domenica 5 febbraio 2012
ODISSEA 1.11
Odisseo: "Nettare di Dioniso è il vino pazzo che suole spingere anche l'uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere... molto mi fu utile la preziosa e dolce ambrosia nelle mie passate peregrinazioni".
Nestore: "Non solo utile, o Figlio di Laerte, è il vino scuro, rivelatore di cose nascoste: esso è talvolta ultima consolazione per l'uomo debole, dono di follia di una divinità straniera dalla nascita travagliata e oscura".
Così si dice abbia detto l'Uomo
sabato 4 febbraio 2012
ODISSEA 1.10
Odisseo: "Tra gli uomini sono noto quale Astuto, ma tra le genti memorabile è Penelope, dolce moglie che non solo ebbe il dono dell'Astuzia, ma coltivò la virtù della Fedeltà".
Nestore: "O espugnatore di città, le tue parole sono giuste e degne. Figlia di Icario, nobile regina e moglie devota, Penelope sia esempio per ogni donna: le ancelle che in cuor loro coltivano il tradimento siano espulse dalle case degli uomini onesti e gettate ai cani".
Così si dice abbia detto l'Uomo
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