Visualizzazione post con etichetta Creatività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Creatività. Mostra tutti i post

venerdì 3 aprile 2015

E' UN BLOG MA E' ANCHE UN SITO: DANIELA BERIA DISEGNI

Certo, di opzioni, in rete, ormai ce ne sono molte. Quella che ha scelto l'artista Daniela Beria -che, tra le altre cose, è mia sorella :-) - è di miscelare la dinamicità di un blog con una serie di pagine relativamente fisse. Parte dei suoi lavori la puoi dunque vedere seguendo il link: danielaberia.wordpress.com 

Troverai un vero e proprio blog, ma anche raccolte di alcuni lavori 'di annata', una serie di concept e il ricordo di alcuni eventi.

Ognuno ci troverà, chissà, qualcosa di sé. 

Io ci trovo una espressione molto bella di Daniela.

Hispaniola, Acquerello e Porporina, 2012

martedì 23 ottobre 2012

DANIELA BERIA: PROFESSIONE ARTISTA (TRA L'ALTRO)

Ebbene sì, questo post è un(a) pro-post(a) di avvicinamento al mondo artistico e non solo di mia sorella, Daniela Beria.
Questo perché la forma, il tratto, il colore sono elementi espressivi di realtà e mondi possibili altrettanto potenti e semiologicamente ricchi, di quelli testuali cui, in genere, io mi riferisco in questo blog.
Il vegetale e l'animale afferiscono alla categoria del reale: al di là di ogni semiosi, essi vivono nella rappresentazione quali fenomeni osservabili e visibili e, solo in un secondo tempo, simbolici.
Non so che cosa un artista colga (in) o voglia trasmettere (in) ciò che rappresenta con il tratto grafico. Nel mio piccolo, penso che il movente sia una passione in parte innata, in parte coltivata, che rende ragione della personalità di una donna o di un uomo. Atto di comunicazione, dunque. E di espressione, inoltre.
Comunicazione, perché mette in comune con gli altri un prodotto della propra percezione.
Espressione
, perché si spreme, letteralmente, dalla parte più intima della persona. E si protende all'esterno, ai nostri occhi, in primis; in generale ai nostri sensi, in un'ottica sinsemica.
Comunicazione ed espressione sono atti reali che da sempre mi affascinano, nelle loro diverse manifestazioni.
Per questo rimando agli atti comunicativi ed espressivi di mia sorella, in modo tale che questi possano intersecarsi con le esperienze più diverse, dibattersi e scontrarsi nel mondo degli oggetti reali rappresentati o inventati, affiliarsi o congedarsi da stimoli artistici di provenienza esterna: in altre parole, e concludo, confrontarsi con ciò che sta al di là di ogni soggettività e, nel confronto, arricchire ogni parte.
Buona condivisione!

Daniela Beria sul Web, sito ufficiale
Daniela Beria su Facebook, pagina personale
Daniela Beria su Facebook, pagina artista

Colibrì, particolare.
Daniela Beria

sabato 2 luglio 2011

UNA NOTTE... DI INIZIO ESTATE! I DISEGNI DI DANIELA BERIA E IL CONCERTO TRA LE STANZE DEL "NUOVO HOTEL 900"

Una serata stupenda, quella di ieri 1° luglio, nella cornice di Palazzo D'Oria.
Arti diverse, ma quanto mai vicine, si sono intrecciate nella miscela di natura, disegno e musica!



In concomitanza con la mostra di Daniela, ieri, 1° luglio, dalle 21.00, nel cortile di Palazzo D'Oria, di fronte all'ingresso dell'esposizione, si è tenuto un concerto della rassegna "Le terre di Margherita" tenuto dal gruppo  'Nuovo Hotel '900' (Simona Colonna, voce, violoncello e flauto - Danilo Paparelli, vignettista).


Nella fresca serata di fine settimana, il pubblico in quel di Ciriè ha "visitato un hotel", luogo dove si sosta, a volte, quando si intraprendono lunghi viaggi. Quella di venerdì sera è stata la visita di 9 stanze del "Nuovo Hotel 900". Una visita è un po' come un viaggio: un viaggio che il pubblico ha intrapreso "entrando", corpo e mente, in situazioni, parentesi, atmosfere, periodi, atteggiamenti diversi... dove ha potuto incontrare suoni, parole, rumori, sentimenti, stati d’animo. Semplicemente attimi di vita vissuta nel XX secolo. Tra musica, poesie, racconti e riflessioni, si è imbattuto ne I FUMETTI... che, vivi ed efficaci, dalla mano abile di Danilo Paparelli, hanno illustrato tutto o quasi... accompagnando i visitatori in una passeggiata nei giardini artistici del secolo appena trascorso... davanti ad un giardino, quello di Palazzo d'Oria, che ha fatto da vivo e vibrante contesto alla scena. Tutto assolutamente Live, come il  suono e il canto di Simona Colonna, o, per meglio dire, tutto IN VITA E STILE ASSOLUTAMENTE '900!

Ecco alcuni scatti della piacevole serata estiva, tra un hotel e una esposizione di disegni! O, forse, la serata di un hotel che ha avuto per caso una stanza da disegno o una stanza da disegno che è stata accolta, per una sera, nell'atmosfera di un hotel. Un po' come vi pare...


 sopra, a sinistra, Daniela Beria, a destra, Simona Colonna

 sopra e sotto, Simona Colonna, durante la performance


 sotto, a sinistra, vicino al telo di proiezione, Danilo Paparelli, a destra, Simona Colonna

 sotto, Daniela mentre viaggia tra le stanze del "Nuovo Hotel 900"
sotto, alcuni scatti, in serata, dell'esposizione dei disegni di Daniela








La mostra di Daniela, intanto, continua, sino al 10 luglio, nelle Sale espositive del secentesco Palazzo D'Oria di Ciriè, provincia di Torino. Le opere presenti a Palazzo D'Oria appartengono agli ultimi sette anni di attività artistica di Daniela e ritraggono la natura e la donna, ora attraverso l'emulazione del vero, ora attraverso l'impressione delle cromie intense di china e di pastello.

Venite numerosi e diffondete l'invito! :-)

Ricordo alcune informazioni sulla mostra e su Daniela:
Mostra
Inaugurazione
Sabato 25 giugno 2011 alle ore 16.00
c/o Sale espositive di Palazzo D'Oria - Corso Martiri della Libertà, 33 - Cirié (Ciriè)
Orari di apertura:
Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato: dalle ore 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00
Venerdì 1° luglio 2011: dalle ore 16 alle 19 e dalle 21:00, in concomitanza con il concerto dei "Nuovo Hotel 900" (vedi sopra in questo post)

Daniela Beria
Di formazione umanistica (diploma di Liceo Classico e laurea in Lettere Moderne a Torino), Daniela è autodidatta nello studio del disegno e ha collaborato con librerie specialistiche come la "Libreria della Natura", a Milano, e la "Libreria della Montagna", a Torino. Negli anni ha esposto presso vivaisti torinesi (per es., nel 2008, presso l'Azienda Agricola Maurizio Feletig) e partecipato a rassegne di settore, come l'autunnale "Due giorni per l'autunno", organizzata dal FAI a Masino (Caravino, TO).

Ulteriori informazioni
Tel.: 338 6394928

Alcuni scatti 'rubati' durante la preparazione e lo svolgimento dell'esposizione:


venerdì 1 luglio 2011

I DISEGNI DI DANIELA BERIA... A SUON DI MUSICA!

AGGIORNAMENTO!
La natura, la donna e "Le terre di Margherita"!


In concomitanza con la mostra di Daniela, il 1° luglio, dalle 21.00, nel cortile di Palazzo D'Oria, di fronte all'ingresso dell'esposizione, si terrà un concerto della rassegna "Le terre di Margherita" tenuto dal gruppo  'Nuovo Hotel '900' (Simona Colonna, voce, violoncello e flauto - Danilo Paparelli, vignettista).
La mostra di Daniela, intanto, continua, sino al 10 luglio, nelle Sale espositive del secentesco Palazzo D'Oria di Ciriè, provincia di Torino. Le opere presenti a Palazzo D'Oria appartengono agli ultimi sette anni di attività artistica di Daniela e ritraggono la natura e la donna, ora attraverso l'emulazione del vero, ora attraverso l'impressione delle cromie intense di china e di pastello.

Venite numerosi e diffondete l'invito! :-)


Ricordo alcune informazioni sulla mostra e su Daniela:
Mostra
Inaugurazione
Sabato 25 giugno 2011 alle ore 16.00
c/o Sale espositive di Palazzo D'Oria - Corso Martiri della Libertà, 33 - Cirié (Ciriè)
Orari di apertura:
Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato: dalle ore 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00
Venerdì 1° luglio 2011: dalle ore 16 alle 19 e dalle 21:00, in concomitanza con il concerto dei "Nuovo Hotel 900"

Daniela Beria
Di formazione umanistica (diploma di Liceo Classico e laurea in Lettere Moderne a Torino), Daniela è autodidatta nello studio del disegno e ha collaborato con librerie specialistiche come la "Libreria della Natura", a Milano, e la "Libreria della Montagna", a Torino. Negli anni ha esposto presso vivaisti torinesi (per es., nel 2008, presso l'Azienda Agricola Maurizio Feletig) e partecipato a rassegne di settore, come l'autunnale "Due giorni per l'autunno", organizzata dal FAI a Masino (Caravino, TO).

Ulteriori informazioni
Tel.: 338 6394928

Ed ecco alcuni scatti 'rubati' durante la preparazione dell'esposizione...







... e durante l'esposizione!















venerdì 20 maggio 2011

AUTO-ORGANIZZAZIONI

More about Auto-organizzazioniDopo “Prede o Ragni (2005), di Alberto De Toni e Luca Comello, e “Viaggio nella Complessità (2007), degli stessi autori, con “Auto-organizzazioni. Il mistero dell'emergenza dal basso nei sistemi fisici, biologici e sociali (2011), di Alberto De Toni, Luca Comello e Ioan Lorenzo, il viaggio nelle lande della Complessità continua, con la stessa passione, lo stesso impegno e lo stile, quanto mai emozionante, dei primi testi.
La prima parola del titolo, “Auto-organizzazione”, è un po’ l’ombrello che de-limita il contenuto di cui si discorre nel testo. Una de-limitazione che, si sa, nel caso dei fenomeni complessi è un po’ impossibile: de-limitare segna i confini, induce a pensare a modelli chiusi. La complessità, invece, parla tanto di ciò che è chiuso, quanto di ciò che aperto. Per esempio: sistemi chiusi per quanto concerne la struttura, e aperti per quanto concerne lo scambio di energia e/o informazione. Quindi il termine ‘Auto-organizzazione’ va accoppiato, nel cammino che accoglie “l’emergenza del divenire”, proprio dalla parola “emergenza”. In particolare, per il cammino che si percorre nel testo, per quella che è generata dal “basso”, categoria di poco prestigio nell’era delle scienze esatte e delle filosofie razional-idealiste, ma estremamente potente per intrufolarsi nel vasto campo dell’esistenza che è il complesso.
Il testo, nello specifico, ampliando ed al contempo continuando la scia dei precedenti, si concentra su quanto può emergere, dal basso, in tre livelli di sistema: quello fisico, quello biologico e quello sociale. Sempre prestando particolare cura ad evitare verità assolute e facili semplificazioni: la verità può anche esistere, ma ciò che conta è abbracciare la straordinaria creatività della natura, in cui auto-organizzazione, unita a rottura di simmetria e a processi di preadattamento/exattamento, possono essere gli impulsi decisivi che spiegano come si possa giungere a punti critici di instabilità, nei diversi sistemi, fisici, biologi e sociali, a partire dai quali può emergere l’ordine.
Abbandonare i sentieri noti è la prima azione per visitare il mondo che emerge dal basso. E il libro in questo ci accompagna. Con uno stile, citavo all’inizio, che trovo bellissimo: il racconto, puntuato, ora accelerato ora rallentato, molte frasi nominali, discorsi con i grandi del passato e del presente e con il lettore, tante volte interpellato, chiamato, portato di fronte alle meraviglie ora dell’emergenza, ora dell’auto-organizzazione, ora delle strutture biologiche e sociali, dalla voce piena di passione ed ammaliante, quasi il canto di una sirena, degli autori. E con un apparato grafico che non è da meno: innovativo, diverso, sfruttante la potenza dell’immagine, che racconta il raccontato, nonché ricco di schemi, innovativi anche quelli, che mostrano come il tutto sia in relazione, e con le parti e con se stesso. Infine, perché
Auto-organizzazioni” è anche un manuale di riferimento, con tabelle sintetiche, collocate in fondo ad ogni capitolo, “antico appiglio” per noi figli della scrittura lineare, “una riduzione di ricchezza, certo, compensata […] dalla sicurezza della stabilità”, intersezioni tra esempi presentati e le loro caratteristiche e declinazioni. Giusto per non perdere la bussola. Per continuare.
Si è scritto: un manuale di riferimento. Destinato a chi? Bé, destinato intanto a tutti coloro che vogliono iniziarsi ai principi che paiono essere costanti nei fenomeni complessi. Perché noi cerchiamo il costante nei fenomeni, per comprenderli, per non rimanre s-paesati, dis-locati. E poi destinato ai manager o ai funzionari delle imprese che, sulla scia di una pletora di paradigmi aziendali, si trovano ora, forse, spiazzati di fronte al cambiamento, qualitativamente diverso, dinamicamente articolato e più veloce. Acquisire il senso dell’auto-organizzazione, del bottom-up, integrato con il top-down (con un po’ più del primo che del secondo), può aprire un futuro affascinante per le imprese che vogliono vivere, competere, affermarsi o adattarsi al mondo complesso di oggi e, presumibilmente, di domani.
Ben consapevoli, sia chiaro, che quanto vale per il livello fisico e quello biologico, non può essere trasposto così come è, senza mediazioni e modificazioni, al livello sociale, che è di una complessità diversa, forse superiore. Occorre allora, allenatisi nella fisica e nella biologia dell’emergenza, avvalersi di questi nuovi strumenti conoscitivi non attraverso la mera trasposizione, ma a mezzo di una loro interpretazione al livello sociale. Non omologia, quanto analogia, scrivono gli autori.
Da celle di Bénard, laser, orologi chimici, ipercicli... verso i misso miceti, il DNA, le reti neurali, e i comportamenti degli insetti ‘sociali’ quali api, formiche, termiti, e gli stormi… sino a discutere di autocoscienza, storia, tattiche di guerra, scale free networks (tanto in internet quanto, in generale, dove ci sono hub, come quelli degli aeroporti), reti di saperi, mercati, terrorismo, agglomerati urbani… società: more is different. Ed è una sfida.
Una sfida che ha tante declinazioni. Una di esse è la sfida alla gerarchia, eredità aristotelica dominante per secoli nell’organizzazione della conoscenza, nell’etica e nella cultura aziendale. Sfidare la gerarchia è promuovere strutture alternative. Che del complesso abbiano la consapevolezza e dell’auto-organizzazione l’anima. Conosci te stesso. Ascolta i poeti. Non irrigidirti in schemi pre-concetti. Perché la complessità abbraccia tutti noi.
Non bisogna scoraggiarsi: “Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah complessità. Che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso”. Qui sta il punto. Qui l’azione, che è sempre anche, indissolubilmente, ricerca.

Il testo è chiuso da due brevi gioiellini:

La postfazione su auto-organizzazione e nuovi modelli organizzativi” di Emilio Bartezzaghi, professore ordinario di gestione aziendale presso il Politecnico di Milano, che è parola data ad un tecnico e studioso dell’azienda: il quale riprende il filo rosso del discorso del libro e, con un’abilità quanto mai apprezzabile, lo colloca nello spazio di confronto attuale sull’impresa.
Salutiamoci con una fiaba”, di Piera Giacconi. Una fiaba, perché “la realtà non può essere solo condensata in un sistema di equazioni: il complesso, da sempre, va raccontato”. E si sa, la parola è magica. La parola è conoscenza che evolve. Mondi possibili che si realizzano. Leggende che aprono nuovi punti di vista, scorci di lucidità nel complesso che ci circonda.

Mi fermo qui, cogliendo l’occasione di ‘legare’ a questa recensione:

Il primo paragrafo di “Auto-organizzazioni”, dal blog Complessamente di Luca Comello, dove potete trovare anche la quarta di copertina e un link ad un’intervista con Comello.

Un video da vedere a tutto schermo e tutto volume. Meraviglioso.

venerdì 15 aprile 2011

LA TRAMA LUCENTE

More about La trama lucente
Trama: l’etimo del nome veicola il senso di “passare al di là”, “andare oltre”, nonché “formare una tela”, spesso celante punti oscuri (non a caso si dice: “tramava dietro le sue spalle”); nondimeno, la trama è il punto di accesso al complesso, inteso come intreccio di più parti legate tra di loro e dipendenti l’una dall’altra. Con la trama, entriamo dunque nel regno della complessità.
Quella di Anna Maria Testa è però una trama lucente. Quindi che illumina, che mette in risalto elementi altrimenti imbrigliati nella rete di relazioni, dove risultano poco identificabili, intuibili e comprensibili.
La trama lucente” è il tentativo di andare oltre l’insieme di nozioni che la storia ci ha lasciato sulla natura (e la psiche) dell’uomo, al fine di individuare, nel complesso tessuto della psicologia umana, il filo rosso che, qualora esistente, districa la creatività. Creatività che, nella prospettiva dell’autrice, per essere tale deve possedere alcune proprietà essenziali: portare a qualcosa di nuovo, di buono e di utile. Non a caso Anna Maria Testa titola il suo sito NeU, che sta per "Nuovo e Utile", teorie e pratiche della creatività.
Già, perché la creatività è figlia della volontà di agire e, al contempo, è intessuta di un mondo di teorie e di studi che può essere utile (e magari anche nuovo…) conoscere. Un volo sulla storia della creatività è quindi l’incipit del testo che, letteralmente, mappa una mole consistente di teorie, esperimenti, dati e aneddoti lungo secoli di storia, la quale ha riconosciuto ufficialmente la creatività solo di recente, a livello di frame, pur essendo questa stata oggetto di riflessione sin dagli albori dell’emergenza della specie che si definisce sapiens. Insomma, la storia di un’idea che non c’era è quanto l’autrice propone con maestria: suo compito è infatti non solo raccogliere e selezionare teorie e pratiche, il che, di per sé, è già un lungo lavoro. La parte consistente dell’opera è, infatti, collegare quanto raccolto, far brillare il tessuto di reciproche relazioni sincroniche e diacroniche che, della creatività, hanno fatto un oggetto assai complesso e sfaccettato.
Ora, mi si permetta un’osservazione: il lavoro di tessitura è venuto molto bene, perché il testo scorre con quell’impulso lieve eppure intenso che rende gradevolissima la lettura e molto comprensibile il nesso, o meglio, i nessi tra gli elementi del puzzle creativo. Unica pecca è che, nel tessere la tela, il tessuto non è nuovo (vi ricordate il binomio nuovo e utile…). Non è nuovo perché attinge dagli elementi di studio più noti e più comuni, specie per quanto concerne la psicologia sociale e della creatività, propri di un lettore di media cultura. In effetti, nulla che l’autrice ha scritto è stato per me “nuovo” (se escludiamo considerazioni sulla sua autobiografia). Dall’altra, invece, tutto quanto scritto è stato per me molto utile, in quanto ha consolidato legami reticolari (cognitivi ed affettivi) che, pur se già noti e, nella vita quotidiana, utilizzati, è stato interessante rincontrare così coerentemente riorganizzati.
Ecco, diciamo che il testo è un grande apparato organizzativo: se si coglie questo aspetto, merita la lode. Basta guardare alla struttura: che cos’è la creatività, perché ci appartiene, come funziona.
Che cos’è la creatività: definiamo a larghe maglie il concetto, ammesso che la creatività, quale concetto, funzioni in modo adeguato, dato i limiti del linguaggio verbale. E chiariamo che è plurale: ci sono tante creatività. Ecco perché tante teorie, esperimenti, personaggi, curiosità, indovinelli, aneddoti, e quant’altro da rendere felice il lettore curioso.
Perché ci appartiene: che cosa ci rende, scrive l’autrice, bestialmente creativi? La mente, l’intelligenza, il talento: che cosa sono e, se sono, sono solo per il sapiens o esistono in altro? La creatività, quanto è legata alla biologia, alle neuroscienze, e da lì all’evoluzione, e poi alle teorie della mente, passando per il contesto storico e sociale, vincolo ed essenza stessa per definire qualcosa "creativo"? In questa parte, si vola, dalla testa di homo sapiens, a quella dei nostri coabitanti, si attraversano culture, si sfiorano individui e tratti personali. Con una unica precauzione nel volo: il rispetto, che è essenza della comprensione del e nel mondo creativo.
Come funziona: credo che qui AnnaMaria Testa si sia divertita un sacco! Cercare di spiegare come funziona la parte di sé che ci rende vivi, deve essere stata una esperienza affascinante. E il racconto ne risente in positivo. Tante cose da ricordare per tracciare una delle possibili trame. Tanti nodi da sciogliere per imbrogliarli in nuovi modi. Le trappole, i test, le tecniche che può incontrare chi si interessa di creatività. Che, in quanto processo, si può vedere sotto molti punti di vista. Alcuni li vedrete a fondo di questa recensione. Miliardi di altri li vediamo ogni giorno intorno a noi.


Ecco, una recensione a questo testo io la fermo qui. Non perché non ci sia una quantità di altri modi per continuare. E di materiali da cui partire per lanciare un lampo sul vasto territorio del testo. Piuttosto per un’altra ragione: provate a mettervi di fronte a uno specchio indossando un tessuto lucente. Ognuno si vedrebbe a suo modo. Ognuno coglierebbe particolari del vestito diversi e diversa importanza attribuirebbe ad essi, in relazione al proprio vissuto. Ognuno deciderebbe come farsi aggiustare il vestito. O lo farebbe, mentalmente o materialmente, da sé. Non ci possiamo fare nulla: siamo creativi. E che si nasca, o lo si diventi, non conta poi molto.

Avevo promesso qualche espressione del processo creativo. Ecco qualche meta-testo su “La Trama Lucente”:

Non possono mancare le mappe mentali di Roberta Buzzacchino, che puoi trovare sul suo “mappe_mentali_blog”.
Una sul capitolo 14 “La creatività come processo”:
http://mappementaliblog.blogspot.com/2010/11/creativita-luminosa.html

Non può mancare neanche la bella recensione di Giovanna Cosenza, sul suo blog “DIS.AMB.IGUANDO”:

http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/06/16/la-trama-lucente/

E… perché no, ecco un’intervista all’autrice sul sito Lipperatura di Loredana Lipperini:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/09/08/annamaria-testa-e-la-creativita/


Perché, in fondo, la creatività è Reticolare!