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venerdì 3 aprile 2015

E' UN BLOG MA E' ANCHE UN SITO: DANIELA BERIA DISEGNI

Certo, di opzioni, in rete, ormai ce ne sono molte. Quella che ha scelto l'artista Daniela Beria -che, tra le altre cose, è mia sorella :-) - è di miscelare la dinamicità di un blog con una serie di pagine relativamente fisse. Parte dei suoi lavori la puoi dunque vedere seguendo il link: danielaberia.wordpress.com 

Troverai un vero e proprio blog, ma anche raccolte di alcuni lavori 'di annata', una serie di concept e il ricordo di alcuni eventi.

Ognuno ci troverà, chissà, qualcosa di sé. 

Io ci trovo una espressione molto bella di Daniela.

Hispaniola, Acquerello e Porporina, 2012

sabato 2 marzo 2013

FASHION_ABILITY: UN PROGETTO DI RISCOSSA


Un progetto di riscossa. Ecco, in questo senso va letto, interpretato e diffuso il comunicato stampa di Noria Nalli, 47 anni, due figlie e una laurea in Filosofia, una giornalista e una donna che vive con la Sclerosi Multipla (SM).
Ricorda Noria: "Dobbiamo cercare di non perderci. Ricordate sempre che siamo la banda degli SCLERATI!", ripeteva spesso Katia, la sua compagna di stanza al reparto neurologia. Perché è sempre vivo il ricordo del primo ricovero dopo la diagnosi ed i compagni di avventura, alle prese con una malattia "pazza ed imprevedibile", ancora poco conosciuta, che spesso incute terrore solo a nominarla . 
Noria si considera una sclerata particolare: una "Sclerotica" per l'esattezza. Dice: "Ho le mie paturnie, i miei momenti di ribellione e di crisi, ma è forte in me il lato erotico, artistico, vitale, ironico. Vivo la vita come un film, un racconto avvincente. Infatti, oltre a realizzare pezzi giornalistici (collaboro con "Vita"), scrivo racconti brevi"Ritratti di corsia" per la cronaca di Torino de La Stampa.
Perché è vero che la Sclerosi Multipla ti sconvolge la vita. Ma ci sono persone, come Noria, che tra un ritratto di corsia e l'altro hanno la straordinaria capacità di vivere e con-dividere la malattia e, soprattutto, di pro-gettare, di scagliarsi innanzi e creare eventi ed opportunità.

Non ultimo il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino: una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità. 

Titolo: Fashion_ability
Quando: tutti i giovedì sera di marzo 2013 dalle 21.00 alle 23.00
Dove: presso la Casa del Quartiere di San Salvario, in Via Morgari 14 a Torino
Come: per iscriversi basta inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com

C'è un'immagine che veicola una potente riflessione. La sirena. Già, che ci fa una sirena fuor d'acqua, sulla terraferma? 



Bé, in questo ciclo di incontri, in questo progetto, ne sapremo qualcosa in più!

Riporto il comunicato stampa, quello del progetto di riscossa, quello di cui accennavo ad inizio di questo post:

"L’equilibrio che non è più lo stesso ed impedisce di indossare quelle belle scarpe col tacco che ci piacevano tanto, la figura che appare appesantita per il  cortisone e lo scarso movimento, talvolta poi bisogna usare quei pannoloni, che non sono certo molto sexy, la difficoltà nei movimenti, che rende più pesante il momento della cura della persona. Avere un aspetto elegante e piacevole non è sempre facile per noi sclerotici. Ricordo ancora che, quando ho scoperto di avere la SM, avevo detto a mia madre “Ok, magari finirò in carrozzina, ma voglio essere bella!”. Ecco, devo dire di non aver tenuto fede a quel proposito. Ora però vorrei rifarmi e prendermi una rivincita col destino, come Mirella Santamato, che decise di sfilare in passerella, anche se in carrozzina o  con il bastone. Di seguito quindi copio e incollo il comunicato stampa del mio progetto di riscossa. UDITE UDITE!!!

La tematica è sicuramente sentita e di attualità, se persino Lady Gaga ha provato il bisogno di “provocare”, andando sul palco in carrozzina e vestita da sirena. Il mitico personaggio è infatti il simbolo della condizione in cui vivono le donne disabili, legate nei movimenti ed incapaci di condurre una esistenza autonoma sulla terra. La creatura marina, impedita nella deambulazione, ma dotata di un grande potere seduttivo è anche l’immagine simbolo di Fashion_ability, il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino. Una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità tutti i giovedì sera di marzo dalle 21.00 per 2 ore alla Casa del Quartiere di San Salvario, in via Morgari 14 a Torino; per iscriversi è necessario inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com   
La sirena, nella fiaba di Andersen, ripudia la sua natura, rinunciando alla sua voce ammaliante, in cambio di due gambe umane e l’accettazione del proprio corpo sembra essere il vero nodo del problema, parlando di moda e disabilità. “Le mie esperienze di ricovero e di donna in carrozzina sono testimonianza di un pregiudizio sul disabile come essere asessuato a cui non è concesso un abbigliamento, che esprima fascino o un barlume di personalità”, racconta Noria Nalli, che cura sulla cronaca di Torino de La Stampa, una rubrica di racconti brevi, poetici e lievi ritratti di corsia sulle sue esperienze ospedaliere. “Io non amo le categorizzazioni, che distinguono una moda per taglie forti (curvy, come si dice ora) o per disabili". "L’approccio alla moda è unico", spiega invece Serena Poletto Ghella, "per essere eleganti bisogna raggiungere l’auto-consapevolezza di cosa “fa bene” alla propria figura. E’ una ginnastica mentale anche terapeutica. Si scelgono i capi che sono economicamente alla nostra portata ed in grado di valorizzarci al meglio. Avendo dei limiti fisici è più difficile, ma assolutamente non impossibile. Un disabile ha, nel suo disagio, un doppio stimolo a mostrarsi al meglio come impegno sociale nei confronti di chi vorrebbe discriminarli”. Per documentare l’esperienza, aprire riflessioni e dibattiti, oltre a raccogliere commenti,gli incontri saranno seguiti passo passo dalla giornalista, sul suo blog
http://ritrattidicorsia.overblog.com 
Speriamo che riescano a fare tendenza. In fondo Torino una volta era la capitale della moda: potrebbero nascere delle rivoluzionarie icone di stile, nella vita e nell'abbigliamento".

Noria rilancia:
"Che ne dite, ce la faremo? E mi raccomando sclerotiche torinesi, partecipate e diffondete la voce".

Mi unisco e rilancio anch'io: partecipate e diffondete la voce!!!

Aggiornamenti ed info su: http://blog.vita.it/sclerotica/


martedì 23 ottobre 2012

DANIELA BERIA: PROFESSIONE ARTISTA (TRA L'ALTRO)

Ebbene sì, questo post è un(a) pro-post(a) di avvicinamento al mondo artistico e non solo di mia sorella, Daniela Beria.
Questo perché la forma, il tratto, il colore sono elementi espressivi di realtà e mondi possibili altrettanto potenti e semiologicamente ricchi, di quelli testuali cui, in genere, io mi riferisco in questo blog.
Il vegetale e l'animale afferiscono alla categoria del reale: al di là di ogni semiosi, essi vivono nella rappresentazione quali fenomeni osservabili e visibili e, solo in un secondo tempo, simbolici.
Non so che cosa un artista colga (in) o voglia trasmettere (in) ciò che rappresenta con il tratto grafico. Nel mio piccolo, penso che il movente sia una passione in parte innata, in parte coltivata, che rende ragione della personalità di una donna o di un uomo. Atto di comunicazione, dunque. E di espressione, inoltre.
Comunicazione, perché mette in comune con gli altri un prodotto della propra percezione.
Espressione
, perché si spreme, letteralmente, dalla parte più intima della persona. E si protende all'esterno, ai nostri occhi, in primis; in generale ai nostri sensi, in un'ottica sinsemica.
Comunicazione ed espressione sono atti reali che da sempre mi affascinano, nelle loro diverse manifestazioni.
Per questo rimando agli atti comunicativi ed espressivi di mia sorella, in modo tale che questi possano intersecarsi con le esperienze più diverse, dibattersi e scontrarsi nel mondo degli oggetti reali rappresentati o inventati, affiliarsi o congedarsi da stimoli artistici di provenienza esterna: in altre parole, e concludo, confrontarsi con ciò che sta al di là di ogni soggettività e, nel confronto, arricchire ogni parte.
Buona condivisione!

Daniela Beria sul Web, sito ufficiale
Daniela Beria su Facebook, pagina personale
Daniela Beria su Facebook, pagina artista

Colibrì, particolare.
Daniela Beria

sabato 26 maggio 2012

RECENSENDO

Finalmente un po' di tempo per aggiornare il parco recensioni.


Intanto, prosegue il commento ad alcuni testi 'laterali' di Maurizio Ferraris, tra cui:

Quindi, un accenno ad un vocabolario molto utile, laddove si abbia necessità di leggere testi di filosofia che diano per scontata la conoscenza del greco:




Ecco poi un breve pezzo di Jacques Derrida:
-... soprattutto niente giornalisti!






E, tanto per concludere la giornata, un paio di guide utili e ben fatte sulla California:
- California, National Geographic
- California, Mondadori



Questi link (che, puntando ad aNobii, non è detto che funzionino!) in attesa di potere fornire alcune note su alcuni test di Luciano Gallino e su altre opere di Maurizio Ferraris, nonché di Benjamin R. Barber e Jacques Derrida...



Ogni libro... a suo tempo! :-)

martedì 13 marzo 2012

FRINGE... BENEFITS!

... benefits almeno al sottoscritto! E così ho finito di guardare la seconda serie: dal momento che "Possibility is everything", bé, confido a breve di rintracciare terza e quarta serie ;-)
Anche perché di Battlestar Galactica sono, a dire il vero, un po' stufo... RAI 4 si sta accartocciando un po' troppo sul passato. Chuck un poco mi annoia; Supernatural è un po' ripetitiva ed eccede nel focalizzarsi sul rapporto padre-figlio-fratello; Dr. House si è un po' spento, ma ci conto ancora; Lie to me è una figata, ma è difficile trovare tutte le trame intriganti; Castle è poco credibile (come personaggio, intendo); Survivors è uno strazio; Nip/Tuck è iniziato bene, per finire male e noioso; Ally McBeal era forte, era, intendo; Prison break ti teneva acceso, ma è finito; straordinaria, almeno per me, è stata The Shield, dalla prima all'ultima puntata; uff, non mi dilungo con altro, se non pensando all'intelligentissima serie titolata Dr. Who, lasciando perdere quella schifezza spinoffiana che è Torchwood
Vabbé, ci sono un sacco di film (e o serie) più sostanziosi e belli da vedere, direte voi. Ma, tornando all'inizio, Fringe era in grado di distrarmi. Nel modo giusto. Con il gusto giusto. 
Nell'attesa di accalappiare le stagioni successive, credo che proseguirò le mie letture filosofiche
Oggi ho fatto una recensione, come preannunciato in un post precedente, al testo-tascabile "Ontologia", di Maurizio Ferraris.
La recensione al testo sta qui. Io sto per andare a riposarmi un poco...
A si bidi.

domenica 11 marzo 2012

UNA DOMENICA PASSANDO IN RASSEGNA

Questa mattina è una domenica solare e calda, sotto il cielo (in genere grigio) di Torino. Non ho tuttavia voglia di uscire, perché decido di passare in rassegna, detto altrimenti, di recensire un paio di testi su aNobii.
Il primo è "Una brevissima introduzione alla filosofia", di Thomas Nagel (Edizione 2009 Il Saggiatore Tascabili (collana Saggi), XVI-119 p., brossura, traduttore Bestente S.), un testo che mi ha deluso, sebbene l'autore, nella stragrande maggioranza degli altri suoi testi che ho letto, si sia sempre rivelato un divulgatore ed un ragionatore eccezionale. Qui c'è il link alla mia recensione.
Qui, invece, in formato PDF (attenti alle pagine stampate a zigzag!) potete leggere la prefazione e l'introduzione al testo.
Il secondo è un testo che aleggia e veleggia da tempo in questo e in molti altri blog, nonché fuori dalla rete e via aleggiando, e cioè il cinque stelle con onore al merito "SpotPolitik. Perché la casta non sa comunicare
" dell'aca-blogger di fiducia e autrice Giovanna Cosenza (2012, VIII-207 p., brossura Editore Laterza (collana Saggi tascabili Laterza)). Un testo analitico e robusto, ricchissimo di spunti radiali, mai eccessivo, sicuramente dialogico e fonte del "ragionare bene per agire meglio". Qui il link alla mia recensione.

Un altro testo sta attendendo recensione. Si tratta di 
"Ontologia" di Maurizio Ferraris, 2003, 172 p., Editore Alfredo Guida (collana Parole chiave della filosofia), un testo brevissimo, con antologia di testi inclusa, che si difende stramaledettamente bene tra le varie (molto lunghe) introduzioni all'Ontologia scritte dai filosofi più disparati. Un manualetto che, se fossi discente in filosofia, mi porterei ben stretto nella tasca interna della giacca (è davvero un tascabile alto e 'stretto'!) o terrei con cura nel cassetto degli 'indispensabili'.


E' un testo-guida che merita... ma ne scriverò un'altra volta.
Buona domenica!

giovedì 8 marzo 2012

MIMOSA, DONNE E UOMINI E... UN BRICIOLO DI SPOTPOLITIK!

Profumo di mimosa in ufficio. Colleghe si trovano con un bel mazzo di mimosa sul tavolo, portato da un galantuomo di primissima mattina. Non sono io, quel galantuomo. Perché a me piace vivere ogni giorno, con le donne che conosco, al lavoro, amiche, familiari, come se fosse sempre il giorno della mimosa. Lasciamo stare la retorica: le donne ci rendono uomini, e viceversa, anche se la storia e l'attualità paiono, sotto questo punto di vista, mostrare una certa asimmetria. Io la posso vedere, ma non la sento nel vivere: le donne e gli uomini, con le loro peculiarità, mi piacciono, in quanto esseri umani. Purtroppo il linguaggio tende al maschile. Ma basta poco per rimediare: basta essere libere/i da pre-giudizi, troppo affrettati, troppo affettati.
Comunque ecco che sento alla radio e su "La Repubblica", un breve discorso sulla mimosa dell'allora partigiana e sempre filosofa Teresa Mattei, da cui ricavo alcune cose a me non note. Intanto che la mimosa, in Italia -siamo all'8 marzo 1946- fu simbolo e veicolo visivo della "voglia delle donne di emergere e farsi notare": perché la mimosa? Perché, racconta Teresa Mattei, in Italia, in marzo, "non ci sono i mughetti, ma la mimosa, fiore sgargiante, bello, poco costoso". Un fiore "gentile", adottato in quanto esemplare della gentilezza delle donne. E' un simbolo ancora attuale? Teresa Mattei ci dice che oggi, la mimosa, con la sua carica simbolica e comunicativa, è fonte di "disprezzo da parte della gente sofisticata... ma non da tutta". Questo perché la mimosa è mimetica della "storia delle donne dal punto di vista dell'equiparazione dei diritti". In questo è ancora attuale. E questo mi rende triste, perché se è ancora tanto attuale, e non è solo un gesto di gentilezza, vuol dire che esiste una ideologia radicata che nella donna vede qualcosa di 'eccentrico', di 'eccezionale', da esaltare in giorni come l'8 marzo, quasi a pulizia della coscienza sociale per i restanti 364 giorni dell'anno. Almeno, io la 'credo' così. Per altri spunti, bé, rimando alla Giornata internazionale della donna.

Donne. Uomini. Politiche e politici. Già, perché SpotPolitik, di Giovanna Cosenza, grande donna, accademica e blogger (qui un assaggio del capitolo 5), iniziato ieri e quasi finito oggi, si rileva un lavoro lucido, a tratti piacevolmente ludico, sicuramente istruttivo sul ruolo della comunicazione in politica, come si evince dal titolo, e della comunicazione di genere, in politica e non.
Da un paio di anni (o forse più, non ricordo) seguo (per lo più in modalità passiva o stand-by, causa lavoro et alias) il blog DIS.AMB.IGUANDO della Professoressa Cosenza, e ci trovo quasi sempre logica, profondità, analisi, il tutto mai distinto dal buon senso
La Professoressa Cosenza, in particolare, oltre alla comunicazione politica, è estremamente attenta a quella di genere (tanto per farla semplice: come la nostra società rappresenta il maschio e la femmina; per un esempio, fai clic qui e poi naviga nel blog, non resterai delusa/o!), nelle diverse forme, commerciali, istituzionali, politiche e non in cui si esprime. Non a caso, prima della giornata mondiale delle donne, ha postato questo link. Il 'prima' non è accessorio. Proprio qui sta il senso dell'azione documentale, espressiva, propositiva, concentrata sulla consapevolezza che il mondo sociale è diviso tendenzialmente a metà (M/F), ma in proporzioni, direbbe un'estetica o un'etica, non del tutto... proporzionate! 'Prima', perché "sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente. [...] Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile «questione maschile»: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il 100%) a favore degli uomini".
Già, sarebbe bello. E, in effetti, molte aree della rete hanno seguito il tema della 'donna' in società. Peccato, dico io, con le solite modalità (pesco a caso da blog scientifici e dalle testate dei quotidiani italiani): elogio delle donne "scienziate e rivoluzionarie"; elogio della donna "madre e lavoratrice"; elogio presidenziale delle donne "per la crescita"; industriale per le donne "manager"; ricordo ed elogio delle "amiche donne invisibili" e via elogiando.
Secondo me, non ci siamo. Ma quale elogio per questo e per quello?!?! Elogio e basta! Cioè presa d'atto che le donne, con le differenze che questo Cosmo ha dato ai generi dell'Umanità, sono donne, cioè cittadine, cioè, a prescindere dal ruolo investito temporalmente, tanto brave o non brave quanto gli uomini, cittadini anch'essi. Non le 'donne... tututu... in cerca di guai, donne al telefono che non suona mai...' e roba simile, come mille canzoni ci hanno propinato da mezzo secolo e forse anche prima, scusate se non ricordo. Le donne. Punto. Quelle con cui ci accompagniamo ogni giorno e che ci accompagnano ogni giorno. E finisco qui, perché se no, dato il mio habitat culturale, potrei finire per dire le cose che voglio negare, in un eterno paradosso che vuole affermare la normalità dei generi e che, affermandolo, la nega. Donne e uomini, insieme tutte/i: ma vogliamo sottrarci al passato e vivere un giusto futuro?

mercoledì 7 marzo 2012

SOLE, SALUTE E SPOTPOLITIK

Oggi non piove. Un bel sole nel cielo sopra Torino. Esco, e per arrivare a casa ci metto pochi minuti. Alla radio sento la seguente notizia, che riporto qui: "Salute: obeso o fumatore? Niente cure, decisione shock in Gb". In pratica, pare, il NHS, tipo il nosto SSN, pare abbia deciso di ridurre alcune cure alle persone dai comportamenti poco virtuosi, almeno dal punto di vista della salute. Fumi, bevi, mangi schifezze? Bene, ti neghiamo la gratuità di alcuni interventi. La commentatrice alla radio era scioccata: disgustoso, incomprensibile, blasfemo (?), irritante, soprattutto perché si tratta di un tema legato al risparmio pubblico. 
Ora, non che la decisione della NHS sia esente da critiche, giacché discriminare tra un comportamento consapevolmente distruttivo ed uno patologico o sociale (ammesso che vi sia qualche differenza) è difficile, così come l'azione preventiva ai comportamenti non salutari è essenziale, non tacendo poi che il governo inglese, al pari di altri, promuove la distribuzione di sigarette, alcol, cibi McDonald's e via elencando. Eppure, ne sono convinto, è un caso di vera e propria decisione "etica" di una amministrazione semi-pubblica. Qui si parla proprio della dimensione comportamentale, etica, per l'appunto, di un fenomeno, quello del non tutelare la propria salute, che impatta socialmente ed economicamente su tutti i cittadini
In fondo perché io, che cerco di seguire un minimo di buon senso nel gestire il mio corpo, devo pagare di più un ticket sanitario per coprire il costo delle analisi e delle cure di chi si fuma 3 pacchetti al giorno? O di chi si beve una bottiglia di gin una sera e l'altra pure? Non mi sembra di mancare di solidarietà sociale se penso che non sia corretto che io paghi per chi si fa del male. Semmai, invece che nel pagare, la mia solidarietà sociale sta nel cercare di convincere l'amico/a a lasciare perdere cattive abitudini o a chiedere aiuto qualora necessario. Semmai posso sostenere la scuola -di ogni grado- o fondazioni o associazioni che intervengano per evitare il disastro. Che colpisce non solo il fumatore, l'ubriaco o l'obeso, ma anche la propria famiglia, che probabilmente condivide situazioni di tensione e di disagio
Perché lasciare fumare sine dolo i fumatori? Va bene che i monopoli di Stato ci guadagnano. Credo meno di quanto non ci perdano dal lato della cura, tanto quanto la società (e la famiglia stessa) dal lato del benessere. Peraltro, ad essere anche un poco cinici, se puoi fumare o bere tanto, allora puoi anche pagarti le cure. O magari avere un'incisione fiscale maggiore rispetto a chi non adotta comportamenti in largo modo 'distruttivi'. Le facciamo pagare care queste sigarette? E gli alcolici? E magari i panini del McDonald's? Capisco che alcol, fumo e panini siano spesso il rifugio dei poveri. Ma più che altro, specie per alcol e fumo, sono il piacevole (?) rifugio per i poveri di spirito. 
Quindi, ribadisco, io ritengo etica la decisione della NHS. Che, peraltro, proprio sul suo sito internet, ricco e ben fatto (almeno per chi internet ce la ha), titola "NHS choices - Your Health, Your Choices". 


Spenta la radio, salito in casa, ecco un piacere per me intenso... mi apro il mio bel scatolone con cinque kilogrammi di libri ben impacchettati. Roba filosofica. Roba buona, che mi tenta. C'è anche la semiologia. Mi gusta.
Inizio a sfogliare un testo recentissimo, 'fresco di stampa', direi, e cioè "SpotPolitik. Perché la "casta" non sa comunicare", di Giovanna Cosenza
Mi piace il tono dell'introduzione, che un po' riconosco, essendo quello che scivola tra i post del blog della nostra aca-blogger (DIS.AMB.IGUANDO). E' il tono deciso di chi intende scagliarsi contro "quell'idea di comunicazione come estetica superficiale contro cui [l'autrice] si è già espressa". Peraltro una comunicazione, in uso commerciale e, a mezzo di ingenuo traslato, anche politica, che ti va bene se funziona una volta. Perché a ripeterla, sicuramente, ti freghi da solo. 
La SpotPolitik, quella "politica che imita il peggio di ciò che fanno certe aziende italiane con la pubblicità", "ha radici profonde nella cultura  e nella mentalità dominanti nel nostro paese, cioè esprime gusti, desideri e bisogni di un'ampia fascia di italiani". Il che la rende un virus piuttosto resistente, tanto più in un Paese dagli anticorpi lillipuziani. Ecco allora che non serve lamentarsene, quanto studiarla e capirla, possibilmente per non ripeterla. Perché sarà anche vero che il governo Monti ha prodotto una interruzione nel flusso del delirante political-slang che "più basso di così c'è solo da scavare" (Daniele Silvestri), ma non è detto che questo iato si riveli ben presto solo il break tra un primo e un secondo tempo di una unica, lunga, noiosa partita. Con le curve oscillanti tra un "Forza Italia!" e un "Salviamo l'Italia!". Bipartisan, per usare un termine incluso nella SpotPolitik.   
Potrebbe essere utile, con una oculata attenzione al nostro contesto, una bella iniezione di speech(ghost)writing fresco e ragionato (non stagionato, di quello no, grazie, ne abbiamo abbastanza), alla Jon Favreau e per candidati del color che si voglia (in tutti i sensi, letterale, storico, massi'... anche politico ;-), ma con quella capacità "di uscire da se stessi per mettersi nei panni degli altri" che è il sine qua non per comunicare (bene) qualcosa a qualcuno. Magari ai potenziali elettori, perché no?
Insomma, impulso vivo e solido questo attacco del testo della aca-blogger Professoressa Giovanna Cosenza. E con un inizio così... non c'è che di ben continuare! 

martedì 25 ottobre 2011

LA GOVERNANCE E GLI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELLE UNIVERSITÀ NELLA LEGGE N. 240/2010: L'AUTONOMIA ALLA PROVA DEL CAMBIAMENTO

Segnalo un articolo davvero interessante e redatto con cura ed intelligenza da Gianfranco Berardi, Segretario Amministrativo del Dipartimento di Chimica dell'Università Aldo Moro di Bari ed esperto di dinamiche aziendali in ambito pubblico e privato.


Abstract:
Tra i principali obiettivi della legge n. 240/2010 vi è quello di innovare i sistemi di governo e gli assetti organizzativi delle università, che hanno mostrato nel tempo evidenti limiti strutturali. L’articolo si propone di interpretare il nuovo quadro normativo secondo i paradigmi teorici delle discipline aziendali, evidenziando le principali problematiche connesse alla sua applicazione nelle diverse realtà del settore. Dall’analisi sviluppata si evince come le disposizioni dettate dal legislatore costituiscano solo un primo passo verso la riforma auspicata, la cui concreta attuazione, demandata alle scelte autonome dei singoli atenei, presenta criticità rilevanti, legate soprattutto al substrato organizzativo-culturale delle università, e dipenderà dalla capacità, che queste ultime avranno, di adeguare i propri assetti istituzionali al nuovo e più complesso ruolo assunto nella società della conoscenza. I processi di modifica statutaria degli atenei, che stanno giungendo a conclusione, forniranno le prime risposte al riguardo, indicando come l’autonomia universitaria sarà stata in grado di interpretare le esigenze di cambiamento del sistema.

Link all'articolo (scaricabile full text, PDF).

venerdì 7 ottobre 2011

VOLEVO CHIUDERE QUESTO BLOG

Ma poi ci ho ripensato. Ci ho ripensato perché chiudere questo blog era atto a significare che qualcuno mi aveva preso in ostaggio. Certo, qualcuno di esterno. Ma, in fondo, se ci si lascia prendere in ostaggio, i primi a consentirlo siamo noi. 
Così questo blog, per ora, NON chiude. E spero, anzi, che si possa aprire a nuove scoperte che avrò voglia di ri-dire o comunicare o diffondere in questo spazio.
Alla faccia di tutti quelli che pensano ai filosofi o ai lettori quali inutili esperimenti umani neuro-sociologicamente mal riusciti.
Odio gli indifferenti, come scrissi qui. Odio anche i "praticoni" o pragmatici neuro-sociologicamente ben riusciti. O, almeno, quelli che ti odiano qualora decidi di pensare di ciò che è al di là della scrivania.  L'odio, è vero, non è sentimento "bello": di fatto, sotto certi punti di vista e possibilità, non è neppure etico e, in parte, est-etico. Anch'esso ti tiene in ostaggio. Ma se è civile, se è un odio gioioso e senza aggressione, se è un fluido vitale per aprirsi al conoscere, con rispetto, ma con intensa perseveranza, se è un paradossale ma potente mezzo per innestare addirittura il dialogo, bé, ben venga. E in quantità.


Caro amico 'praticone' ti scrivo, così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
[...]
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
[...]
E se quest'odio poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.
[...]
L'odio che sta arrivando tra un poco passerà
io mi sto preparando è questa la novità.

Caro amico 'praticone' ti scrivo e ti dico: ti odio davvero,
ma con tanto tanto amore vero!

domenica 17 luglio 2011

INSIDE JOB

Il film/documentario illustra i fatti agghiaccianti che si celano dietro la crisi economica del 2008. Il crack finanziario globale di oltre 20 trilioni di dollari che è costato il posto di lavoro e la casa a milioni di persone e che ha messo in pericolo la stabilità economica di paesi industrializzati, dagli Stati Uniti All'Islanda, dalla Cina alla Grecia.
Per capire come sono stati costruiti i derivati, i sub-prime, le collateralized debt obligation... insomma, tutte quelle "armi (finanziarie) di distruzione di massa" che hanno arricchito i potenti e gettato nella povertà il 99% della popolazione. Non solo statunitense.
Per capire come una regolazione seria sia indispensabile per evitare collassi economico-sociali collettivi.
Per illustrare quanto sia rischioso privatizzare senza "paracadute".
Per individuare i responsabili. Che resteranno forse impuniti, ma che è bene identificare, almeno per evitare di metterci nelle loro mani di nostra volontà.

La nostra vita è troppo importante per lasciarla a supponenti cinici guru della finanza spericolata.


Il film su IMDB.

Director

Charles Ferguson

Writers

Chad BeckCharles FergusonAdam Bolt


Acquistabile (zona 2) su BOL Italia

sabato 2 luglio 2011

UNA NOTTE... DI INIZIO ESTATE! I DISEGNI DI DANIELA BERIA E IL CONCERTO TRA LE STANZE DEL "NUOVO HOTEL 900"

Una serata stupenda, quella di ieri 1° luglio, nella cornice di Palazzo D'Oria.
Arti diverse, ma quanto mai vicine, si sono intrecciate nella miscela di natura, disegno e musica!



In concomitanza con la mostra di Daniela, ieri, 1° luglio, dalle 21.00, nel cortile di Palazzo D'Oria, di fronte all'ingresso dell'esposizione, si è tenuto un concerto della rassegna "Le terre di Margherita" tenuto dal gruppo  'Nuovo Hotel '900' (Simona Colonna, voce, violoncello e flauto - Danilo Paparelli, vignettista).


Nella fresca serata di fine settimana, il pubblico in quel di Ciriè ha "visitato un hotel", luogo dove si sosta, a volte, quando si intraprendono lunghi viaggi. Quella di venerdì sera è stata la visita di 9 stanze del "Nuovo Hotel 900". Una visita è un po' come un viaggio: un viaggio che il pubblico ha intrapreso "entrando", corpo e mente, in situazioni, parentesi, atmosfere, periodi, atteggiamenti diversi... dove ha potuto incontrare suoni, parole, rumori, sentimenti, stati d’animo. Semplicemente attimi di vita vissuta nel XX secolo. Tra musica, poesie, racconti e riflessioni, si è imbattuto ne I FUMETTI... che, vivi ed efficaci, dalla mano abile di Danilo Paparelli, hanno illustrato tutto o quasi... accompagnando i visitatori in una passeggiata nei giardini artistici del secolo appena trascorso... davanti ad un giardino, quello di Palazzo d'Oria, che ha fatto da vivo e vibrante contesto alla scena. Tutto assolutamente Live, come il  suono e il canto di Simona Colonna, o, per meglio dire, tutto IN VITA E STILE ASSOLUTAMENTE '900!

Ecco alcuni scatti della piacevole serata estiva, tra un hotel e una esposizione di disegni! O, forse, la serata di un hotel che ha avuto per caso una stanza da disegno o una stanza da disegno che è stata accolta, per una sera, nell'atmosfera di un hotel. Un po' come vi pare...


 sopra, a sinistra, Daniela Beria, a destra, Simona Colonna

 sopra e sotto, Simona Colonna, durante la performance


 sotto, a sinistra, vicino al telo di proiezione, Danilo Paparelli, a destra, Simona Colonna

 sotto, Daniela mentre viaggia tra le stanze del "Nuovo Hotel 900"
sotto, alcuni scatti, in serata, dell'esposizione dei disegni di Daniela








La mostra di Daniela, intanto, continua, sino al 10 luglio, nelle Sale espositive del secentesco Palazzo D'Oria di Ciriè, provincia di Torino. Le opere presenti a Palazzo D'Oria appartengono agli ultimi sette anni di attività artistica di Daniela e ritraggono la natura e la donna, ora attraverso l'emulazione del vero, ora attraverso l'impressione delle cromie intense di china e di pastello.

Venite numerosi e diffondete l'invito! :-)

Ricordo alcune informazioni sulla mostra e su Daniela:
Mostra
Inaugurazione
Sabato 25 giugno 2011 alle ore 16.00
c/o Sale espositive di Palazzo D'Oria - Corso Martiri della Libertà, 33 - Cirié (Ciriè)
Orari di apertura:
Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato: dalle ore 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00
Venerdì 1° luglio 2011: dalle ore 16 alle 19 e dalle 21:00, in concomitanza con il concerto dei "Nuovo Hotel 900" (vedi sopra in questo post)

Daniela Beria
Di formazione umanistica (diploma di Liceo Classico e laurea in Lettere Moderne a Torino), Daniela è autodidatta nello studio del disegno e ha collaborato con librerie specialistiche come la "Libreria della Natura", a Milano, e la "Libreria della Montagna", a Torino. Negli anni ha esposto presso vivaisti torinesi (per es., nel 2008, presso l'Azienda Agricola Maurizio Feletig) e partecipato a rassegne di settore, come l'autunnale "Due giorni per l'autunno", organizzata dal FAI a Masino (Caravino, TO).

Ulteriori informazioni
Tel.: 338 6394928

Alcuni scatti 'rubati' durante la preparazione e lo svolgimento dell'esposizione:


venerdì 1 luglio 2011

I DISEGNI DI DANIELA BERIA... A SUON DI MUSICA!

AGGIORNAMENTO!
La natura, la donna e "Le terre di Margherita"!


In concomitanza con la mostra di Daniela, il 1° luglio, dalle 21.00, nel cortile di Palazzo D'Oria, di fronte all'ingresso dell'esposizione, si terrà un concerto della rassegna "Le terre di Margherita" tenuto dal gruppo  'Nuovo Hotel '900' (Simona Colonna, voce, violoncello e flauto - Danilo Paparelli, vignettista).
La mostra di Daniela, intanto, continua, sino al 10 luglio, nelle Sale espositive del secentesco Palazzo D'Oria di Ciriè, provincia di Torino. Le opere presenti a Palazzo D'Oria appartengono agli ultimi sette anni di attività artistica di Daniela e ritraggono la natura e la donna, ora attraverso l'emulazione del vero, ora attraverso l'impressione delle cromie intense di china e di pastello.

Venite numerosi e diffondete l'invito! :-)


Ricordo alcune informazioni sulla mostra e su Daniela:
Mostra
Inaugurazione
Sabato 25 giugno 2011 alle ore 16.00
c/o Sale espositive di Palazzo D'Oria - Corso Martiri della Libertà, 33 - Cirié (Ciriè)
Orari di apertura:
Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato: dalle ore 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00
Venerdì 1° luglio 2011: dalle ore 16 alle 19 e dalle 21:00, in concomitanza con il concerto dei "Nuovo Hotel 900"

Daniela Beria
Di formazione umanistica (diploma di Liceo Classico e laurea in Lettere Moderne a Torino), Daniela è autodidatta nello studio del disegno e ha collaborato con librerie specialistiche come la "Libreria della Natura", a Milano, e la "Libreria della Montagna", a Torino. Negli anni ha esposto presso vivaisti torinesi (per es., nel 2008, presso l'Azienda Agricola Maurizio Feletig) e partecipato a rassegne di settore, come l'autunnale "Due giorni per l'autunno", organizzata dal FAI a Masino (Caravino, TO).

Ulteriori informazioni
Tel.: 338 6394928

Ed ecco alcuni scatti 'rubati' durante la preparazione dell'esposizione...







... e durante l'esposizione!