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martedì 22 novembre 2016

Siamo arrivati al punto che... DI AUTO SRL -VIA MARIE CURIE 1 - 10073 CIRIÈ - TORINO - TO

In Italia siamo arrivati al punto che, al momento di ritirare un'automobile, dopo normale cambio gomme invernali e manutenzione, il responsabile del concessionario possa fare in sequenza, di fronte al cliente e poi contro il cliente le seguenti azioni:
- insulti una propria dipendente di fronte al cliente, impedendole di compiere il proprio lavoro (emettere fattura)
- dopo che il cliente ha fatto notare che ci si può comportare con più moderazione, il responsabile del concessionario:
  1. insulti ulteriormente il proprio personale
  2. insulti il cliente (il sottoscritto) che non si è fatto i ca##i suoi
  3. chieda al cliente il numero di cell per mandare un CV alla concorrenza, visto che la casa madre (che gli dà lavoro!) è incompetente (cioè: vendi auto di quella casa madre e di fronte al cliente dici che è una schifezza e che sono babbioni che non gli fanno chiudere i conti... mah, vedete voi)
  4. insulti il cliente che è, dal suo punto di vista, un "fottuto dipendente pubblico"
  5. insulti il cliente che "ha una bocca solo per parlare a vanvera"
  6. non ascolti quanto il cliente ha da dire e gli chiuda (davvero!!!) in faccia una porta (di quelle pesanti, a prova di botta, non so se si intende)
  7. quando il cliente, irritato, lo manda a fare in c##o, il gerente ritorni "quasi" per dargli un pugno, ma si fermi all'ultimo pensando (forse) alle conseguenze
- se ne vada mandando di nuovo a quel paese il cliente...


Ora, signore e signori, dove può accadere un agire così "fuor di sesto"?
In Italia: solo qui.
Poi il cliente provvede a segnalare la cosa alla casa madre straniera (sollecita, attenta e cortese) e si apre un dossier.
Come finirà?
Non lo so. Il cliente non vuole soldi, non vuole vendetta, non vuole nulla se non il rispetto delle persone e della giustizia che, nella figura di questo gerente della DI AUTO SRL di Via Marie Curie 1 di Ciriè, sono state tutte e simultaneamente calpestate.


sabato 2 marzo 2013

FASHION_ABILITY: UN PROGETTO DI RISCOSSA


Un progetto di riscossa. Ecco, in questo senso va letto, interpretato e diffuso il comunicato stampa di Noria Nalli, 47 anni, due figlie e una laurea in Filosofia, una giornalista e una donna che vive con la Sclerosi Multipla (SM).
Ricorda Noria: "Dobbiamo cercare di non perderci. Ricordate sempre che siamo la banda degli SCLERATI!", ripeteva spesso Katia, la sua compagna di stanza al reparto neurologia. Perché è sempre vivo il ricordo del primo ricovero dopo la diagnosi ed i compagni di avventura, alle prese con una malattia "pazza ed imprevedibile", ancora poco conosciuta, che spesso incute terrore solo a nominarla . 
Noria si considera una sclerata particolare: una "Sclerotica" per l'esattezza. Dice: "Ho le mie paturnie, i miei momenti di ribellione e di crisi, ma è forte in me il lato erotico, artistico, vitale, ironico. Vivo la vita come un film, un racconto avvincente. Infatti, oltre a realizzare pezzi giornalistici (collaboro con "Vita"), scrivo racconti brevi"Ritratti di corsia" per la cronaca di Torino de La Stampa.
Perché è vero che la Sclerosi Multipla ti sconvolge la vita. Ma ci sono persone, come Noria, che tra un ritratto di corsia e l'altro hanno la straordinaria capacità di vivere e con-dividere la malattia e, soprattutto, di pro-gettare, di scagliarsi innanzi e creare eventi ed opportunità.

Non ultimo il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino: una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità. 

Titolo: Fashion_ability
Quando: tutti i giovedì sera di marzo 2013 dalle 21.00 alle 23.00
Dove: presso la Casa del Quartiere di San Salvario, in Via Morgari 14 a Torino
Come: per iscriversi basta inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com

C'è un'immagine che veicola una potente riflessione. La sirena. Già, che ci fa una sirena fuor d'acqua, sulla terraferma? 



Bé, in questo ciclo di incontri, in questo progetto, ne sapremo qualcosa in più!

Riporto il comunicato stampa, quello del progetto di riscossa, quello di cui accennavo ad inizio di questo post:

"L’equilibrio che non è più lo stesso ed impedisce di indossare quelle belle scarpe col tacco che ci piacevano tanto, la figura che appare appesantita per il  cortisone e lo scarso movimento, talvolta poi bisogna usare quei pannoloni, che non sono certo molto sexy, la difficoltà nei movimenti, che rende più pesante il momento della cura della persona. Avere un aspetto elegante e piacevole non è sempre facile per noi sclerotici. Ricordo ancora che, quando ho scoperto di avere la SM, avevo detto a mia madre “Ok, magari finirò in carrozzina, ma voglio essere bella!”. Ecco, devo dire di non aver tenuto fede a quel proposito. Ora però vorrei rifarmi e prendermi una rivincita col destino, come Mirella Santamato, che decise di sfilare in passerella, anche se in carrozzina o  con il bastone. Di seguito quindi copio e incollo il comunicato stampa del mio progetto di riscossa. UDITE UDITE!!!

La tematica è sicuramente sentita e di attualità, se persino Lady Gaga ha provato il bisogno di “provocare”, andando sul palco in carrozzina e vestita da sirena. Il mitico personaggio è infatti il simbolo della condizione in cui vivono le donne disabili, legate nei movimenti ed incapaci di condurre una esistenza autonoma sulla terra. La creatura marina, impedita nella deambulazione, ma dotata di un grande potere seduttivo è anche l’immagine simbolo di Fashion_ability, il ciclo di incontri che partirà il prossimo 7 marzo a Torino. Una giornalista con la sclerosi multipla, una critica cinematografica disabile e una stilista si incontreranno per discutere di bellezza, moda, sesso e disabilità tutti i giovedì sera di marzo dalle 21.00 per 2 ore alla Casa del Quartiere di San Salvario, in via Morgari 14 a Torino; per iscriversi è necessario inviare una mail a fashionability.torino@gmail.com   
La sirena, nella fiaba di Andersen, ripudia la sua natura, rinunciando alla sua voce ammaliante, in cambio di due gambe umane e l’accettazione del proprio corpo sembra essere il vero nodo del problema, parlando di moda e disabilità. “Le mie esperienze di ricovero e di donna in carrozzina sono testimonianza di un pregiudizio sul disabile come essere asessuato a cui non è concesso un abbigliamento, che esprima fascino o un barlume di personalità”, racconta Noria Nalli, che cura sulla cronaca di Torino de La Stampa, una rubrica di racconti brevi, poetici e lievi ritratti di corsia sulle sue esperienze ospedaliere. “Io non amo le categorizzazioni, che distinguono una moda per taglie forti (curvy, come si dice ora) o per disabili". "L’approccio alla moda è unico", spiega invece Serena Poletto Ghella, "per essere eleganti bisogna raggiungere l’auto-consapevolezza di cosa “fa bene” alla propria figura. E’ una ginnastica mentale anche terapeutica. Si scelgono i capi che sono economicamente alla nostra portata ed in grado di valorizzarci al meglio. Avendo dei limiti fisici è più difficile, ma assolutamente non impossibile. Un disabile ha, nel suo disagio, un doppio stimolo a mostrarsi al meglio come impegno sociale nei confronti di chi vorrebbe discriminarli”. Per documentare l’esperienza, aprire riflessioni e dibattiti, oltre a raccogliere commenti,gli incontri saranno seguiti passo passo dalla giornalista, sul suo blog
http://ritrattidicorsia.overblog.com 
Speriamo che riescano a fare tendenza. In fondo Torino una volta era la capitale della moda: potrebbero nascere delle rivoluzionarie icone di stile, nella vita e nell'abbigliamento".

Noria rilancia:
"Che ne dite, ce la faremo? E mi raccomando sclerotiche torinesi, partecipate e diffondete la voce".

Mi unisco e rilancio anch'io: partecipate e diffondete la voce!!!

Aggiornamenti ed info su: http://blog.vita.it/sclerotica/


sabato 11 agosto 2012

RUSSITALIANS 2012!


Dopo il meraviglioso viaggio tra Svezia, Norvegia e Danimarca, ecco, a seguire, un altrettanto intrigante ed istruttivo viaggio nella Federazione Russa, tra San Pietroburgo, Mosca e le città dell'Anello d'Oro!Il viaggio è stato intenso e, in parte, anche faticoso: ma ne è valsa la pena, sia per quanto visto con gli occhi, sia per quanto appreso con l'occhio della mente. Perché, mi sento qui di dire, per quanto visto, esistono tante 'Russie', unite dal filo rosso di una storia che semplice non è.

Il materiale raccolto in itinere è in via di reperimento e organizzazione. Operazione lunga, ma piacevole, perché, come già detto per la Scandinavia, consente di ripercorrere i sentieri seguiti e di (ri)collocarli in memoria: la nostra personale e quella digitale di cui oggi possiamo avvalerci! 

Su Flickr, nell'album che ora si chiama "Scanditalians2012 & Russitalians2012!", sono appena nati due nuovi set di fotografie, ricchi di una variopinta quantità di scatti realizzati qua e là, nelle diverse tappe del tour.  

Nel secondo set c'è qualche ripetizione... ma, come detto, i lavori sono in corso: i commenti alle fotografie sono assai ben accetti...
E qua e là, tra una guglia e l'altra, ci siamo noi, il gruppo dei Russitalians 2012! :-)

Questo, per iniziare con qualche assaggio fotografico... Poi, come tipicamente avviene giocando con i mattoncini del Lego, chissà che il nostro castello dei ricordi non si ampli, a mezzo di video, fotomontaggi e... di quel che sarà! 
A presto!

mercoledì 4 luglio 2012

SCANDITALIANS 2012!

Eccomi qui a postare su questo blog qualche link ad un bellissimo viaggio tra Svezia, Norvegia e Danimarca...
Un viaggio con altre persone simpatiche e piacevoli con cui si è deciso di condividere una etichetta... una sorta di traccia nel ricordo del tempo passato insieme. Sta nel titolo del post: 'Scanditalians 2012'!

Il materiale è in via di reperimento e organizzazione. Operazione lunga, ma piacevole, perché consente di ripercorrere i sentieri seguiti e di (ri)collocarli in memoria: la nostra personale e quella digitale di cui oggi possiamo avvalerci! 

Ecco allora che su Flickr, scanditalians2012, è appena nato un set di fotografie ricco di una variopinta quantità di scatti realizzata con diversi dispositivi, diverse risoluzioni, immagini in movimento o statiche! Alcune sono un po' sfocate, altre sono meravigliose cartoline, alcune riguardano la natura selvaggia, altre ritraggono scorci di splendide città... 
E qua e là ci siamo noi, il gruppo degli Scanditalians 2012! :-)

Questo, per iniziare con qualche assaggio fotografico... Poi, come tipicamente avviene giocando con i mattoncini del Lego, il nostro castello dei ricordi si sta via via costruendo. E' ora pronto il canale su YouTube con alcuni video caricati. Il nome del canale? Scanditalians2012, ovviamente! Dove trovarlo? Cliccando su questo link... e, by the way, non perdetevi il video 'Tivoli by night!" ;-)

A presto!

mercoledì 4 aprile 2012

GIOCHI DI POTERE

"Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente" (Kane, Quarto Potere)
"Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" (Howard Beale, Quinto Potere)
"Insomma: e se Internet rischiasse in qualche caso di trasformarsi in una specie di 'Sesto potere', ancora più potente del Quarto di Orson Welles e del Quinto di Sidney Lumet?" (Alessandro Gilioli, L'Espresso, 2007
Non sono certo del Quarto e del Quinto, ma sul Sesto Potere non ho dubbi: la sua potenza è proporzionale alla dose di realismo con cui viene espresso dalla gente. Perché ci vuole la gente, quella reale, che si attivi ed eserciti nel mondo reale i clic del Sesto Potere. Altrimenti si riduce ad un abito, che mal si adatta alla realtà su cui si vuole, con le parole, incidere. Ammesso poi che le parole possano emendare porzioni del reale. Limitiamoci a constatare che quelle 'scomode' sono parole che producono reazioni nel reale. Producono l'agire delle persone vere. Perché tendenzialmente si avvicinano a pro-porre una verità che, ancora adesso, a parte per qualche nichilista post-moderno, induce a ragionare sul vero e sul falso di quanto detto o scritto, a porre dubbi e domande, a cercare una articolazione che verifichi o falsifichi la proposizione scritta. Certo, non ogni proposizione scritta. Solo quella che in sé tocca 'code di paglia' reali. Le quali, tendenzialmente, il Potere -diciamo quello semanticamente più tendente al 'Quarto'- deve circoscrivere o, ancora meglio, sopprimere, tacitare, rendere silenti. S-mentire mentendo.
Epperò. Ci sta un però. Anzi tre 'però'. Il Potere, infatti, non consiste (solo) nel far pensare in un certo modo la gente. Neanche nel far passare qualcuno "pazzo profeta dell'etere (del 'wifi', della 'cloud'...)", al fine di relegare le parole della realtà nel mondo lontano e confuso della follia, cioè di un testo senza-senso o di un senso in- e im-proprio per il Potere. E non è neppure "persuasione occulta e manipolazione dei cervelli", sibilo di Internet nelle orecchie del Mondo.
Il Potere, che si attiva solo quando la parola si avvicina ad una realtà pensata e temuta, in quanto reale, è piuttosto un sinonimo di quello che un tempo (forse ancora oggi, ma con meno pregnanza) è stato il peccato capitale per eccellenza: la Superbia. La Superbia, quella che è "originata comunemente dalla presenza di due personalità critiche: apparenza e violenza, esagerata stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), manifestata con un continuo senso di superiorità verso gli altri" (cito da Albanesi.it). Senso di superiorità che si deve esercitare quale imperativo morale del superbo, apparente affermazione di un'etica del dovere dei singoli inferiori nei confronti di enti(tà) superiori, cui tutto, o gran parte, è dovuto.


Da qui non occorre molto per capire che al Potere, che si è immedesimato con la Superbia, arrogandosi il diritto assoluto di dire, di fare parola, di registrare violazioni, supposte tali, del reale inferiore, anch'esso pre-supposto oggetto di s-mentimento, l'unica vera parola e azione che si deve opporre, nell'agire individuale, è il Coraggio.

Bel discorso. Peccato che:


"Come dice Don Abbondio, 
se uno il coraggio non ce l’ha, 
non se lo può dare".


giovedì 15 marzo 2012

A DOMANI... O A DOPO!

Una volta lasciavi un post-it con le note da trasmettere a parenti, amici e colleghi, tipo quando te ne andavi a fare la spesa o, magari, la sera, o quando partivi per il week-end. Con un "ciao", "a presto" o "a domani" a chiudere il messaggio. E il post-it, tipicamente, te lo leggevano il giorno dopo, a casa, al lavoro, in palestra.  Così, "a domani" andava bene. Oggi lasci una mail o un post-it digitale, ma, tipicamente, il messaggio te lo leggono poco dopo, per esempio la sera prima di andare a dormire. O dopo cinque minuti, sul telefonino o sul tablet. O anche il giorno dopo, quando si accendono i pc. Così a fine nota, ora ci mettiamo un "a domani o a dopo"'... perché già sappiamo che il momento della ricezione è instabile, incerto, il più delle volte... più vicino
E così ci si sente un po' come un post-it appiccicato al filo del bucato del tempo. E chissà quando verremo staccati.

martedì 25 ottobre 2011

LA GOVERNANCE E GLI ASSETTI ORGANIZZATIVI DELLE UNIVERSITÀ NELLA LEGGE N. 240/2010: L'AUTONOMIA ALLA PROVA DEL CAMBIAMENTO

Segnalo un articolo davvero interessante e redatto con cura ed intelligenza da Gianfranco Berardi, Segretario Amministrativo del Dipartimento di Chimica dell'Università Aldo Moro di Bari ed esperto di dinamiche aziendali in ambito pubblico e privato.


Abstract:
Tra i principali obiettivi della legge n. 240/2010 vi è quello di innovare i sistemi di governo e gli assetti organizzativi delle università, che hanno mostrato nel tempo evidenti limiti strutturali. L’articolo si propone di interpretare il nuovo quadro normativo secondo i paradigmi teorici delle discipline aziendali, evidenziando le principali problematiche connesse alla sua applicazione nelle diverse realtà del settore. Dall’analisi sviluppata si evince come le disposizioni dettate dal legislatore costituiscano solo un primo passo verso la riforma auspicata, la cui concreta attuazione, demandata alle scelte autonome dei singoli atenei, presenta criticità rilevanti, legate soprattutto al substrato organizzativo-culturale delle università, e dipenderà dalla capacità, che queste ultime avranno, di adeguare i propri assetti istituzionali al nuovo e più complesso ruolo assunto nella società della conoscenza. I processi di modifica statutaria degli atenei, che stanno giungendo a conclusione, forniranno le prime risposte al riguardo, indicando come l’autonomia universitaria sarà stata in grado di interpretare le esigenze di cambiamento del sistema.

Link all'articolo (scaricabile full text, PDF).

domenica 17 luglio 2011

INSIDE JOB

Il film/documentario illustra i fatti agghiaccianti che si celano dietro la crisi economica del 2008. Il crack finanziario globale di oltre 20 trilioni di dollari che è costato il posto di lavoro e la casa a milioni di persone e che ha messo in pericolo la stabilità economica di paesi industrializzati, dagli Stati Uniti All'Islanda, dalla Cina alla Grecia.
Per capire come sono stati costruiti i derivati, i sub-prime, le collateralized debt obligation... insomma, tutte quelle "armi (finanziarie) di distruzione di massa" che hanno arricchito i potenti e gettato nella povertà il 99% della popolazione. Non solo statunitense.
Per capire come una regolazione seria sia indispensabile per evitare collassi economico-sociali collettivi.
Per illustrare quanto sia rischioso privatizzare senza "paracadute".
Per individuare i responsabili. Che resteranno forse impuniti, ma che è bene identificare, almeno per evitare di metterci nelle loro mani di nostra volontà.

La nostra vita è troppo importante per lasciarla a supponenti cinici guru della finanza spericolata.


Il film su IMDB.

Director

Charles Ferguson

Writers

Chad BeckCharles FergusonAdam Bolt


Acquistabile (zona 2) su BOL Italia

mercoledì 13 luglio 2011

PER CAMBIARE DAVVERO. Elezioni, partiti, partecipazione

Il presidente onorario (Gustavo Zagrebelsky) di LeG si appella al Parlamento nella soluzione di una semplice legge di due articoli, che cancelli il Porcellum e ripristini il Mattarellum. Tra le altre cose, l'ex presidente sottolinea la preoccupazione di un caos costituzionale collegato alla possibilità che più di due ipotesi referendarie ottengano la maggioranza dei voti. Vede nel provvisorio ritorno al Mattarellum anche l'occasione di ovviare al distacco tra elettori e partiti.
Leggi l'appello e, se ci credi, sottoscrivilo e condividi!

venerdì 15 aprile 2011

LA TRAMA LUCENTE

More about La trama lucente
Trama: l’etimo del nome veicola il senso di “passare al di là”, “andare oltre”, nonché “formare una tela”, spesso celante punti oscuri (non a caso si dice: “tramava dietro le sue spalle”); nondimeno, la trama è il punto di accesso al complesso, inteso come intreccio di più parti legate tra di loro e dipendenti l’una dall’altra. Con la trama, entriamo dunque nel regno della complessità.
Quella di Anna Maria Testa è però una trama lucente. Quindi che illumina, che mette in risalto elementi altrimenti imbrigliati nella rete di relazioni, dove risultano poco identificabili, intuibili e comprensibili.
La trama lucente” è il tentativo di andare oltre l’insieme di nozioni che la storia ci ha lasciato sulla natura (e la psiche) dell’uomo, al fine di individuare, nel complesso tessuto della psicologia umana, il filo rosso che, qualora esistente, districa la creatività. Creatività che, nella prospettiva dell’autrice, per essere tale deve possedere alcune proprietà essenziali: portare a qualcosa di nuovo, di buono e di utile. Non a caso Anna Maria Testa titola il suo sito NeU, che sta per "Nuovo e Utile", teorie e pratiche della creatività.
Già, perché la creatività è figlia della volontà di agire e, al contempo, è intessuta di un mondo di teorie e di studi che può essere utile (e magari anche nuovo…) conoscere. Un volo sulla storia della creatività è quindi l’incipit del testo che, letteralmente, mappa una mole consistente di teorie, esperimenti, dati e aneddoti lungo secoli di storia, la quale ha riconosciuto ufficialmente la creatività solo di recente, a livello di frame, pur essendo questa stata oggetto di riflessione sin dagli albori dell’emergenza della specie che si definisce sapiens. Insomma, la storia di un’idea che non c’era è quanto l’autrice propone con maestria: suo compito è infatti non solo raccogliere e selezionare teorie e pratiche, il che, di per sé, è già un lungo lavoro. La parte consistente dell’opera è, infatti, collegare quanto raccolto, far brillare il tessuto di reciproche relazioni sincroniche e diacroniche che, della creatività, hanno fatto un oggetto assai complesso e sfaccettato.
Ora, mi si permetta un’osservazione: il lavoro di tessitura è venuto molto bene, perché il testo scorre con quell’impulso lieve eppure intenso che rende gradevolissima la lettura e molto comprensibile il nesso, o meglio, i nessi tra gli elementi del puzzle creativo. Unica pecca è che, nel tessere la tela, il tessuto non è nuovo (vi ricordate il binomio nuovo e utile…). Non è nuovo perché attinge dagli elementi di studio più noti e più comuni, specie per quanto concerne la psicologia sociale e della creatività, propri di un lettore di media cultura. In effetti, nulla che l’autrice ha scritto è stato per me “nuovo” (se escludiamo considerazioni sulla sua autobiografia). Dall’altra, invece, tutto quanto scritto è stato per me molto utile, in quanto ha consolidato legami reticolari (cognitivi ed affettivi) che, pur se già noti e, nella vita quotidiana, utilizzati, è stato interessante rincontrare così coerentemente riorganizzati.
Ecco, diciamo che il testo è un grande apparato organizzativo: se si coglie questo aspetto, merita la lode. Basta guardare alla struttura: che cos’è la creatività, perché ci appartiene, come funziona.
Che cos’è la creatività: definiamo a larghe maglie il concetto, ammesso che la creatività, quale concetto, funzioni in modo adeguato, dato i limiti del linguaggio verbale. E chiariamo che è plurale: ci sono tante creatività. Ecco perché tante teorie, esperimenti, personaggi, curiosità, indovinelli, aneddoti, e quant’altro da rendere felice il lettore curioso.
Perché ci appartiene: che cosa ci rende, scrive l’autrice, bestialmente creativi? La mente, l’intelligenza, il talento: che cosa sono e, se sono, sono solo per il sapiens o esistono in altro? La creatività, quanto è legata alla biologia, alle neuroscienze, e da lì all’evoluzione, e poi alle teorie della mente, passando per il contesto storico e sociale, vincolo ed essenza stessa per definire qualcosa "creativo"? In questa parte, si vola, dalla testa di homo sapiens, a quella dei nostri coabitanti, si attraversano culture, si sfiorano individui e tratti personali. Con una unica precauzione nel volo: il rispetto, che è essenza della comprensione del e nel mondo creativo.
Come funziona: credo che qui AnnaMaria Testa si sia divertita un sacco! Cercare di spiegare come funziona la parte di sé che ci rende vivi, deve essere stata una esperienza affascinante. E il racconto ne risente in positivo. Tante cose da ricordare per tracciare una delle possibili trame. Tanti nodi da sciogliere per imbrogliarli in nuovi modi. Le trappole, i test, le tecniche che può incontrare chi si interessa di creatività. Che, in quanto processo, si può vedere sotto molti punti di vista. Alcuni li vedrete a fondo di questa recensione. Miliardi di altri li vediamo ogni giorno intorno a noi.


Ecco, una recensione a questo testo io la fermo qui. Non perché non ci sia una quantità di altri modi per continuare. E di materiali da cui partire per lanciare un lampo sul vasto territorio del testo. Piuttosto per un’altra ragione: provate a mettervi di fronte a uno specchio indossando un tessuto lucente. Ognuno si vedrebbe a suo modo. Ognuno coglierebbe particolari del vestito diversi e diversa importanza attribuirebbe ad essi, in relazione al proprio vissuto. Ognuno deciderebbe come farsi aggiustare il vestito. O lo farebbe, mentalmente o materialmente, da sé. Non ci possiamo fare nulla: siamo creativi. E che si nasca, o lo si diventi, non conta poi molto.

Avevo promesso qualche espressione del processo creativo. Ecco qualche meta-testo su “La Trama Lucente”:

Non possono mancare le mappe mentali di Roberta Buzzacchino, che puoi trovare sul suo “mappe_mentali_blog”.
Una sul capitolo 14 “La creatività come processo”:
http://mappementaliblog.blogspot.com/2010/11/creativita-luminosa.html

Non può mancare neanche la bella recensione di Giovanna Cosenza, sul suo blog “DIS.AMB.IGUANDO”:

http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/06/16/la-trama-lucente/

E… perché no, ecco un’intervista all’autrice sul sito Lipperatura di Loredana Lipperini:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/09/08/annamaria-testa-e-la-creativita/


Perché, in fondo, la creatività è Reticolare! 

venerdì 18 febbraio 2011

LETTERATURA E DINTORNI - dal Blog di Giovanna Cosenza

Narrazioni in rete (formato PDF).

"Le tecnologie digitali hanno moltiplicato le occasioni di scrittura. Una volta scriveva abitualmente solo chi faceva un certo mestiere: il giornalista, l’insegnante, il redattore, lo scrittore; o chi era motivato da passioni personali: pensiamo agli epistolari degli amici e innamorati lontani, ai diari che alcuni tenevano nel cassetto. Oggi – almeno nei paesi ricchi del mondo – tutti scrivono in continuazione, sia nella vita privata che al lavoro: come minimo mail e SMS, in molti casi messaggi chat e messenger, spesso anche testi da pubblicare sul web.
Inoltre, oggi un numero sempre maggiore di persone hanno un blog individuale o contribuiscono al blog collettivo di qualche associazione, azienda, ente pubblico" (cit. da testo, Giovanna Cosenza).

sabato 8 gennaio 2011

AS WE MAY THINK

... e iniziò un po' tutto da lì. Mi ricordo che impiegai un po' a trovare il libro che includeva l'intervento di Vannevar Bush citato nel post.
Poi lo trovai, di seconda mano.
E il testo, a cura di Kahn P., Nyce J. (ed.), "Da Memex a Hypertext. Vannevar Bush e la macchina della mente", Padova, Franco Muzzio Editore, 1992, che include l'articolo "As we may think", mi colpì quanto un fulmine a ciel sereno. Studiavo tanto e mi avvalevo di tanto materiale. Per questo fui affascinato da una domanda, precisa, essenziale, prioritaria: "come possiamo orientarci in mezzo all'enorme quantità di informazioni e di conoscenze che la nostra società produce?".
Vero, è roba antica, nel mondo delle reti. Ma è sempre attuale, nonostante gli sforzi fatti nell'ottica di un web semantico e di strumenti di ricerca intelligenti. Per me questa "roba" costituisce ancora uno dei motivi fondamentali dello studio delle reti, tanto più adesso, in un momento in cui gli user-generated-content stanno riempendo esponenzialmente gli spazi sociali che le reti mettono a disposizione e la velocità del 'link' potenziato di strumenti quali Twitter, Digg, FriendFeed e gli altri aggregatori ci stanno nuovamente 'impantanando'.
La nostra lotta neghentropica contro l'information overload della rete continua ad essere in corso. Come Bush aveva previsto. Neghentropia richiede tanta energia, per evitare di disperdere in energia in-utilizzata ed in-utilizzabile gli sforzi di tanti co-autori e collaboratori della rete.
Ogni giorno mi sento sempre più stanco a seguire i temi che mi interessano. Perché, se non hai un lavoro in rete o sulla rete declinato, lo sforzo che puoi condividere nell'azione neghentropica segue una curva sempre meno efficiente.
Sento il bisogno di un nuovo "Memex" visionario, che dia energia mentale per non disperdermi, per non impantanarmi, definitivamente, nell'informazione.

Lo spunto di questo post mattutino mi è giunto da due stimoli: uno interiore, e cioé la stanchezza di navigare in troppa informazione, di leggere troppi libri e la sensazione di tenere in me sempre meno; la seconda da Wired di gennaio 2011 che, nella pagina di LogOut, riporta una sequenza del pensiero di Bush, che allego qui sotto, perché, a mio vedere, molto bella (fate clic per non strabuzzarvi gli occhi).