... benefits almeno al sottoscritto! E così ho finito di guardare la seconda serie: dal momento che "Possibility is everything", bé, confido a breve di rintracciare terza e quarta serie ;-)
Anche perché di Battlestar Galactica sono, a dire il vero, un po' stufo... RAI 4 si sta accartocciando un po' troppo sul passato. Chuck un poco mi annoia; Supernatural è un po' ripetitiva ed eccede nel focalizzarsi sul rapporto padre-figlio-fratello; Dr. House si è un po' spento, ma ci conto ancora; Lie to me è una figata, ma è difficile trovare tutte le trame intriganti; Castle è poco credibile (come personaggio, intendo); Survivors è uno strazio; Nip/Tuck è iniziato bene, per finire male e noioso; Ally McBeal era forte, era, intendo; Prison break ti teneva acceso, ma è finito; straordinaria, almeno per me, è stata The Shield, dalla prima all'ultima puntata; uff, non mi dilungo con altro, se non pensando all'intelligentissima serie titolata Dr. Who, lasciando perdere quella schifezza spinoffiana che è Torchwood.
Vabbé, ci sono un sacco di film (e o serie) più sostanziosi e belli da vedere, direte voi. Ma, tornando all'inizio, Fringe era in grado di distrarmi. Nel modo giusto. Con il gusto giusto.
Nell'attesa di accalappiare le stagioni successive, credo che proseguirò le mie letture filosofiche.
Oggi ho fatto una recensione, come preannunciato in un post precedente, al testo-tascabile "Ontologia", di Maurizio Ferraris.
La recensione al testo sta qui. Io sto per andare a riposarmi un poco...
A si bidi.
Blocco appunti per ragionare, cioè -più o meno- parlare, almeno ogni tanto, con la propria mente...
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martedì 13 marzo 2012
sabato 22 gennaio 2011
SERGIO DI STEFANO, ovvero il nostro amato Dr. House
Se un personaggio è la sua voce, bé, Dr. House, purtroppo, è passato a miglior vita.
E questo fa pensare di come ci ricordiamo dei doppiatori, maestri del magico mondo delle figure in movimento, soltanto in absentia.
Non sapevo che la voce di Dr. House fosse quella di Sergio di Stefano (che nella sua carriera ha prestato la sua parola ad importanti personaggi, quali, tra gli altri, Jeff Bridges ne Il grande Lebowski, Christopher Lambert in Highlander, Kevin Costner ne Gli intoccabili, John Malkovich,William Hurt, Christopher Reeve in Superman IV e Marlon Brando in Superman Returns).
Ora, per la settima stagione, Dr. House avrà la voce del doppiatore/attore italiano Luca Biagini: un'eredità non da poco, visto il successo della serie in Italia. Un successo che, mi sa, sarà molto difficile da replicare.
Perché, per me almeno, Dr. House rimane, in un certo senso, Sergio di Stefano.
E questo fa pensare di come ci ricordiamo dei doppiatori, maestri del magico mondo delle figure in movimento, soltanto in absentia.
Non sapevo che la voce di Dr. House fosse quella di Sergio di Stefano (che nella sua carriera ha prestato la sua parola ad importanti personaggi, quali, tra gli altri, Jeff Bridges ne Il grande Lebowski, Christopher Lambert in Highlander, Kevin Costner ne Gli intoccabili, John Malkovich,William Hurt, Christopher Reeve in Superman IV e Marlon Brando in Superman Returns).
Ora, per la settima stagione, Dr. House avrà la voce del doppiatore/attore italiano Luca Biagini: un'eredità non da poco, visto il successo della serie in Italia. Un successo che, mi sa, sarà molto difficile da replicare.
Perché, per me almeno, Dr. House rimane, in un certo senso, Sergio di Stefano.
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