... benefits almeno al sottoscritto! E così ho finito di guardare la seconda serie: dal momento che "Possibility is everything", bé, confido a breve di rintracciare terza e quarta serie ;-)
Anche perché di Battlestar Galactica sono, a dire il vero, un po' stufo... RAI 4 si sta accartocciando un po' troppo sul passato. Chuck un poco mi annoia; Supernatural è un po' ripetitiva ed eccede nel focalizzarsi sul rapporto padre-figlio-fratello; Dr. House si è un po' spento, ma ci conto ancora; Lie to me è una figata, ma è difficile trovare tutte le trame intriganti; Castle è poco credibile (come personaggio, intendo); Survivors è uno strazio; Nip/Tuck è iniziato bene, per finire male e noioso; Ally McBeal era forte, era, intendo; Prison break ti teneva acceso, ma è finito; straordinaria, almeno per me, è stata The Shield, dalla prima all'ultima puntata; uff, non mi dilungo con altro, se non pensando all'intelligentissima serie titolata Dr. Who, lasciando perdere quella schifezza spinoffiana che è Torchwood.
Vabbé, ci sono un sacco di film (e o serie) più sostanziosi e belli da vedere, direte voi. Ma, tornando all'inizio, Fringe era in grado di distrarmi. Nel modo giusto. Con il gusto giusto.
Nell'attesa di accalappiare le stagioni successive, credo che proseguirò le mie letture filosofiche.
Oggi ho fatto una recensione, come preannunciato in un post precedente, al testo-tascabile "Ontologia", di Maurizio Ferraris.
La recensione al testo sta qui. Io sto per andare a riposarmi un poco...
A si bidi.
Blocco appunti per ragionare, cioè -più o meno- parlare, almeno ogni tanto, con la propria mente...
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martedì 13 marzo 2012
domenica 24 aprile 2011
I CASI DEL DR. HOUSE
Si tratta di un vero e proprio reportage sull'attività tipica di una reale clinica statunitense, messa a confronto con quella che il mitico Dr. House esercita a capo di una squadra di medicina diagnostica presso il fittizio (ma non troppo, a dire il vero...) ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey.
Il libro è bello (anche se non entusiasmante), perché in esso incontriamo i 'casi' televisivi di House ri-collocati nell'ambito delle possibilità reali che accadano e delle modalità reali con cui si può affrontarli. La peculiarità del testo sta nel cogliere lo spunto da più episodi televisivi e, grazie alle interviste ad esperti e tecnici praticanti nei campi medici più diversi, ri-fletterli alla luce delle conoscenze e dei trattamenti attuali.
Il bello è questo: non è che i casi del Dr. House siano, in genere, incredibili o impossibili. E' piuttosto la dinamica dell'evento, dell'analisi e della soluzione del caso ad essere oggetto di correzione, spiegazione e divulgazione rigorosa verso il lettore. I casi del Dr. House, nella maggior parte, non sono fantascientifici. Sono, di fatto, "piegati" alle necessità di una fiction televisiva, con tutta la deviazione-contrazione procedurale e temporale del caso.
Per esempio, i protocolli da seguire sono spesso assai diversi da quelli di House, tanto rispetto alla medicina, quanto alla legge... Così come i tempi per i test o per la rilevazione dei sintomi, naturalmente rimodellati in TV per condensare la suspence del telespettatore in poco più di 45 minuti.
Questo è un punto.
Ma il testo offre molto di più! Infatti si prefigge di spiegare come avviene oggi l'esercizio della medicina diagnostica, negli Stati Uniti, quali sono le pratiche per una diagnosi, per rilevare l'eziologia di una malattia, per effettuare una corretta diagnosi differenziale, per testare nuovi farmaci e via dicendo. L'autore ha la grande capacità di interloquire da un lato con il testo televisivo, dall'altro con il con-testo medico odierno, al fine di illustrare al lettore come funzionino gli elementi alla base di un ricovero, quali euristiche si utilizzino per circoscrivere la malattia, quale possa essere il rapporto paziente-medico, in che modo gli strumenti elettronici possano venire in aiuto all'équipe medica, quale sia il funzionamento del sistema assicurativo (statunitense), le logiche di mercato su cui si fonda il rapporto tra case farmaceutiche ed istituti, ... insomma si registra una vasta rielaborazione della serie televisiva per distillare un discorso ad essa 'analogico', ma reale.
Il testo vero e proprio è arricchito di una serie cospicua di schede su concetti o pratiche che dovremmo conoscere, per vivere meglio il rapporto con l'ospedale e con il nostro benessere (qualche scheda: Sincopi, Oltre lo stetoscopio?, La malattia del sonno, Fantasmi, Questioni di sguardi...). In ogni scheda troviamo un elemento di un episodio (prima e seconda serie) raccontato e identificato nel rapporto che potrebbe avere con ognuno di noi: sono schede interessanti, perché intrigano, informando il lettore di quanto può esserci (o storicamente esserci stato) dietro prassi anomale o malattie mai sentite nominare. O di quanto può essere essenziale un sintomo apparentemente banale ma, se ben contestualizzato, indispensabile per intersezioni conoscitive ed indagini specifiche.
Insomma, "I casi del Dr. House" fa parte di quella amplissima letteratura che si è sviluppata intorno al Dr. più famoso al mondo, protagonista assoluto di una serie a cui Andrew Holtz, nel caso specifico, domanda "Ma sarà tutto vero?".
Leggere per avere la risposta! :-)
sabato 22 gennaio 2011
SERGIO DI STEFANO, ovvero il nostro amato Dr. House
Se un personaggio è la sua voce, bé, Dr. House, purtroppo, è passato a miglior vita.
E questo fa pensare di come ci ricordiamo dei doppiatori, maestri del magico mondo delle figure in movimento, soltanto in absentia.
Non sapevo che la voce di Dr. House fosse quella di Sergio di Stefano (che nella sua carriera ha prestato la sua parola ad importanti personaggi, quali, tra gli altri, Jeff Bridges ne Il grande Lebowski, Christopher Lambert in Highlander, Kevin Costner ne Gli intoccabili, John Malkovich,William Hurt, Christopher Reeve in Superman IV e Marlon Brando in Superman Returns).
Ora, per la settima stagione, Dr. House avrà la voce del doppiatore/attore italiano Luca Biagini: un'eredità non da poco, visto il successo della serie in Italia. Un successo che, mi sa, sarà molto difficile da replicare.
Perché, per me almeno, Dr. House rimane, in un certo senso, Sergio di Stefano.
E questo fa pensare di come ci ricordiamo dei doppiatori, maestri del magico mondo delle figure in movimento, soltanto in absentia.
Non sapevo che la voce di Dr. House fosse quella di Sergio di Stefano (che nella sua carriera ha prestato la sua parola ad importanti personaggi, quali, tra gli altri, Jeff Bridges ne Il grande Lebowski, Christopher Lambert in Highlander, Kevin Costner ne Gli intoccabili, John Malkovich,William Hurt, Christopher Reeve in Superman IV e Marlon Brando in Superman Returns).
Ora, per la settima stagione, Dr. House avrà la voce del doppiatore/attore italiano Luca Biagini: un'eredità non da poco, visto il successo della serie in Italia. Un successo che, mi sa, sarà molto difficile da replicare.
Perché, per me almeno, Dr. House rimane, in un certo senso, Sergio di Stefano.
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